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Bòves

comune in provincia di Cuneo (9 km), 590 m s.m., 51,05 km², 9222 ab. (bovesani), patrono: san Bartolomeo (ultima domenica di agosto).

Centro situato ai piedi delle propaggini settentrionali delle Alpi Marittime, tra i torrenti Gesso e Colla. Di origine romana, è citato in un documento dell'815 come Bovixio. Appartenne ai marchesi di Susa, in seguito ai Busca (1196), ai Ceva (1214), ai marchesi di Saluzzo, ai Visconti e, infine, agli Acaia (1396). Nel 1418 passò ai Savoia. Durante la seconda guerra mondiale fu attivo centro della Resistenza, subendo tra il settembre 1943 e il gennaio 1944 una violenta rappresaglia nazista, che distrusse il borgo e causò la morte di 243 persone. Per tale contributo il comune fu insignito della medaglia d'oro.§ Nella piazza dell'Olmo, ornata da una fontana cinquecentesca, è la parrocchiale di San Bartolomeo (sec. XVII, in seguito rimaneggiata). Fuori dall'abitato, in posizione panoramica, sorge il santuario della Madonna dei Boschi (costruzione benedettina del sec. XIII), con all'interno affreschi del Cinquecento (Scene della vita della Vergine e di Gesù e una copia del Giudizio Universale michelangiolesco).§ L'industria è attiva nei settori tessile, alimentare, dei mangimi, del legno, dei serramenti e dei materiali da costruzione. Fiorente l'agricoltura (cereali, castagne, fragole e uva), cui si affiancano l'allevamento avicolo e le attività di sfruttamento dei boschi (soprattutto raccolta di funghi). Di rilievo le attività connesse al turismo.

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