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Bailey, Philip James

poeta inglese (Nottingham 1816-1902). Fu un esponente della scuola dei poeti definiti ironicamente “spasmodici” per la retorica drammatica che li caratterizzava. La sua opera principale, il poema drammatico Festus (1839), derivato dal Faust goethiano, fu accolto in alcuni ambienti con grande entusiasmo. Con assai minor favore furono invece accolti i successivi volumi di versi The Angel World (1850; Il mondo degli angeli), The Mystic (1855; Il mistico), The Universal Hymn (1867; L'inno universale); la maggior parte di essi fu da Bailey incorporata nell'undicesima edizione (1889) del Festus che, composto originariamente di cinquanta scene dialogate in 20.000 versi sciolti, raggiunse 40.000 versi. Ammirato da Tennyson, Bailey è poeta legato al gusto sentimentale proprio dell'età vittoriana.

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