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Bambèrga

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Generalità

Città (69.899 ab. nel 2003) della Germania, nella Baviera settentrionale, 50 km a NNW di Norimberga, situata a 241 m sui due rami in cui il fiume Regnitz si biforca poco prima di confluire da sinistra nel Meno, dividendo in tre parti l'abitato. Sul ramo di sinistra sorge la città vecchia o “città vescovile”, costruita su sette collinette (per cui Bamberga è detta la “Roma tedesca”) dominate da altrettante chiese: essa vanta oltre al complesso architettonico del duomo, i più insigni edifici civili e religiosi della città. Sul ramo di destra si sono sviluppati i quartieri più recenti, residenziali e industriali, mentre al centro si estende la “città borghese”, anch'essa con monumenti assai interessanti. Città turistica fra le più rinomate in Germania, rappresenta un notevole esempio di urbanistica barocca; è entrata a far parte del patrimonio dell'umanità nel 1993. Importante nodo stradale e ferroviario e porto fluviale all'estremità settentrionale del Ludwigskanal, Bamberga è sede di industrie; nei dintorni della città è praticata la coltura intensiva di ortaggi, fiori e frutta. In tedesco, Bamberg.

Storia

Citata in un documento del 902, ebbe il suo primo sviluppo sotto la famiglia dei Babenberg (nel X secolo). Estintasi questa famiglia, passò ai duchi di Baviera e fu prediletta dall'imperatore Enrico II che ne fece un principato ecclesiastico (1007) e volle esservi sepolto. Nel 1080 vi si tenne il concilio con cui, per la prima volta, Enrico IV fece dichiarare deposto Gregorio VII. Nel sec. XIV, dopo lunghe lotte, ottenne l'autonomia comunale, ma, dopo due secoli di guerre religiose, fu ricondotta sotto il potere dei vescovi che, repressovi il luteranesimo, ne fecero – soprattutto con Giorgio III di Limburg – un centro culturale e artistico: al 1585 risale il Ginnasio, trasformato poi in università. Gravemente danneggiata dalle guerre di religione, dalle rivolte contadine e dalle campagne napoleoniche, fu secolarizzata insieme col principato (1802) e passò alla Baviera (1803) con altri principati ecclesiastici, in cambio del Palatinato.

Arte

Agli inizi del sec. XI Enrico II fondò il duomo (1004-12), adattò il castello già esistente a palazzo imperiale e favorì il sorgere di numerosi complessi monastici nella città e nelle vicinanze (monastero benedettino di S. Michele sul Michaelsberg, 1015; collegiata di St. Stephen, 1020; collegiata di St. Jakob; collegiata di St. Gangolf, consacrata nel 1063). Attualmente Bamberga conserva un centro monumentale tra i più prestigiosi e meglio conservati della Germania. Il duomo attuale, eretto sul luogo del precedente edificio incendiatosi nel 1185, venne consacrato nel 1237. Esso documenta una fase di transizione, in cui le novità dell'architettura gotica francese sono adattate a una struttura ancora sostanzialmente romanica. La chiesa è a tre navate, con due cori, di cui quello orientale nelle forme dell'Alto Reno, mentre quello occidentale risente dell'influenza cistercense, particolarmente sensibile nella Germania orientale. In puro stile gotico sono soltanto le torri a W, che ripetono quelle di Laon. Di straordinaria importanza nell'ambito della scultura tedesca è il complesso delle decorazioni plastiche (fine sec. XII-1237). Alcune di esse, come le statue degli Apostoli e dei Profeti della recinzione del coro orientale (ca. 1220-30), sono ancora legate al gusto tardo-romanico, ma intorno al 1230 operarono a Bamberga dei maestri tedeschi i quali, educati a Reims, elaborarono il primo gotico tedesco. Tra questi i maggiori sono il Maestro del portale dei Principi (timpano col Giudizio finale, statue della Chiesa e della Sinagoga), il Maestro del portale di Adamo (Adamo ed Eva, i Santi Stefano e Lorenzo, i Donatori Enrico e Cunegonda) e, il più grande di tutti, il Maestro della Visitazione con S. Anna e il cavaliere (ca. 1235) all'interno del duomo. In esso si trovano pure numerosi altari e sepolcri dal sec. XIV al XVI (Sepolcro di Enrico II e Cunegonda, di Tilman Riemenschneider, 1499). Il vecchio palazzo vescovile è una delle opere più significative del Rinascimento tedesco (1570-76). Tra la fine del Seicento e la metà del Settecento Bamberga assunse l'aspetto barocco e rococò che la caratterizza. Chiese e conventi vennero rifatti in stile barocco e, specialmente nella prima metà del Settecento, venne costruito un gran numero di case e palazzi. Nella città operarono alcuni architetti della dinastia dei Dietzenhofer, che furono tra i protagonisti del barocco in Boemia e Franconia. Georg Dietzenhofer eresse le chiese dei Gesuiti e di St. Martin (1686-91); dei fratelli, Johann Leonhard realizzò il suo capolavoro nella residenza del principe-vescovo Lotario von Schönborn (Neue Residenz), uno splendido complesso di edifici sorto sulla collina del duomo tra il 1695 e il 1703, mentre Johann lavorò nel castello di Pommersfelden nei pressi della città, un'altra testimonianza delle ambizioni edificatorie dei piccoli sovrani tedeschi. Il palazzo municipale e la torre del ponte (1744-56) sono opera dell'architetto M. Küchel. Nella Neue Residenz, che conserva pregevoli interni con decorazioni e arredamenti tardobarocchi, rococò e neoclassici, è sistemata la Staatsgalerie, con opere di pittori tedeschi del Cinquecento, olandesi e fiamminghi del Seicento e veneti dal Cinquecento al Settecento.

Bibliografia

H. Mayer, Bamberg als Kunststadt, Bamberga-Wiesbaden, 1955; M. Kämpf, Das fürstbischöfliche Schloss Seeberg bei Bamberg, Bamberga, 1956; W. R. Valentiner, The Bamberg Rider, Studies in Medieval German Sculpture, Los Angeles, 1956; W. Tunk, Die St. Jakobs Kirche zu Bamberg, Monaco, 1957; Landeszentrale für Heimatdienst, Stadt Bamberg, Monaco, 1963; Reclams Kunstführer Deutschland: Bayern, Stoccarda, 1966; A. Profeti Host, Vedere la Baviera, Firenze, 1987.

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