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Barbados

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Stato dell'America Centrale (431 km²). Capitale: Bridgetown. Popolazione: 274.530 ab. (stima 2012). Lingua: inglese (ufficiale), creolo-inglese. Religione: protestanti 38,2%, anglicani 23,9%, non religiosi/atei 20,6%, cattolici 3,8%, musulmani 0,7%, induisti 0,5%, altri 12,3%. Unità monetaria: dollaro di Barbados (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,776 (59° posto). Confini: oceano Atlantico. Membro di: Commonwealth, Caricom, OAS, ONU e WTO, associato UE..

Generalità

Stato formato dall'isola omonima, la più orientale delle Piccole Antille. Chiamata spesso Little England, Barbados mostra nella toponomastica, nella struttura urbanistica e nella tipologia architettonica segni inequivocabili della lunga colonizzazione inglese, cui deve però soprattutto l'aver introdotto, già alla metà del sec. XVII, istituti rappresentativi: è grazie alla secolare pratica dell'autogoverno che Barbados è giunta per prima, tra le isole che la circondano, all'indipendenza (1966). Nella più orientale delle Piccole Antille il livello di vita è decisamente migliore rispetto ai Paesi vicini, in virtù anche delle buone condizioni climatiche e della fertilità dei suoli. Barbados presenta una popolazione formata in gran parte dai discendenti degli schiavi neri condotti forzatamente sull'isola a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero, fino a qualche decennio fa unica fonte di ricchezza del Paese.

Lo Stato

Stato indipendente dal 1966, già protettorato britannico, Barbados è membro del Commonwealth; capo dello Stato è il sovrano del Regno Unito, rappresentato da un governatore generale. Il potere esecutivo spetta al governo, presieduto dal primo ministro, eletto dal governatore e responsabile dinanzi al Parlamento, che esercita il potere legislativo ed è formato dalla Camera dei Rappresentanti, i cui membri sono eletti a suffragio universale per 5 anni, e dal Senato, i cui membri sono nominati dal governatore. Il sistema di diritto è basato sulla Common Law britannica; la legislazione internazionale è accettata con riserve. Il sistema giudiziario annovera al suo massimo grado la Corte Suprema di Barbados, cui si aggiungono una serie di corti minori. È in vigore la pena di morte. I corpi armati del Paese sono due: esercito e guardia costiera e la leva è volontaria a partire dai 18 anni d'età. Per quanto riguarda l'organizzazione scolastica, l'istruzione nel Paese è obbligatoria e gratuita dai 5 ai 16 anni e la percentuale di analfabeti è una delle più basse al mondo: 0,3% nel 2011. La scuola primaria dura 7 anni; quella secondaria 6 ed è divisa in due cicli di 3 anni. Nel 1963 è stata fondata a Bridgetown la University of the West Indies con facoltà scientifiche e umanistiche, gratuita per gli abitanti di Barbados, cui si aggiungono poli di ricerca come il McGill Bellairs Research Institute e college superiori come il Barbados Community College.

Territorio: geografia fisica

Barbados è costituita da un basamento di arenarie e argilloscisti, affiorante nel settore nordorientale, ma in genere ricoperto da strati di rocce calcaree fossilifere, che presumibilmente si depositarono durante un lungo periodo di sommersione dell'isola. Questa riemerse in successive fasi, intervallate tra di loro, così da permettere il formarsi di costruzioni coralline che orlano sia i versanti dell'isola a diversa altezza, sia la linea di costa. Verdeggiante e dolcemente ondulata, Barbados culmina a 340 m s.m. nel monte Hillaby; la morfologia del territorio è mossa però da profondi solchi, prodotti dall'erosione torrentizia nei suoli calcarei. Il clima è assai salubre, caratterizzato dall'alternanza della stagione asciutta (da dicembre a maggio) con quella piovosa (da giugno a novembre); le precipitazioni, più copiose nell'interno, si aggirano sui 1600 mm annui. Sull'isola si abbattono, nella stagione piovosa, violenti uragani. Le temperature variano da una media di 22 ºC nei mesi più freschi a una di 30 ºC in quelli più caldi. Data la natura del suolo quasi nulla è la rete idrografica superficiale, mentre ben sviluppata è quella ipogea.

Territorio: geografia umana

Del tutto scomparsi gli originari abitatori, la popolazione è formata essenzialmente dai discendenti dei neri condotti a Barbados a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Più tardi giunse un piccolo contingente di asiatici, che con i bianchi – quasi tutti inglesi – e i meticci completano il composito panorama etnico, proprio dell'area antillana. La densità è la più elevata dell'America centrosettentrionale (637 ab./km²), originariamente favorita dalle ottime condizioni climatiche, dalla presenza di sorgenti d'acqua e dalla fertilità dei suoli; tuttavia, la crescita annua è in costante calo, a causa di un flusso migratorio in uscita e di politiche di pianificazione familiare. Il maggiore accentramento, corrispondente a poco meno della metà della popolazione, si registra nell'area della capitale, Bridgetown, sulla costa sudoccidentale, porto specializzato per l'esportazione dei prodotti locali (in particolare canna da zucchero, rum, cotone, tamarindo) e attrezzato modernamente per la pesca. Nel 2011 la parte storica di Bridgetown e la sua Guarnigione, sono state inserite nell'elenco dei siti dell'UNESCO. Tra le altre cittadine: Holetown, il più antico insediamento stabile e Speightstown, vecchio centro portuale.

Territorio: ambiente

La maggior parte dell'isola era un tempo ricoperta dalla foresta tropicale rasa al suolo dai colonizzatori per far posto alle piantagioni, causando anche la perdita della fauna indigena. L'erosione del suolo e la desertificazione sono dunque i maggiori problemi ambientali che si trova ad affrontare la National Conservation Commission, l'autorità che si occupa della salvaguardia delle aree terrestri e marine e della gestione dei parchi naturali (di cui uno nazionale, il parco Barbados) e delle aree protette (che rappresentano quasi lo 0,1% del territorio).

Economia

Con un PIL pari a 3.595 ml $ USA e un PIL pro capite di 13.003 $ USA (2009), Barbados si configura come uno dei Paesi più ricchi della regione, in grado di raggiungere uno sviluppo equilibrato, grazie anche alla buona organizzazione interna e alle condizioni socio-politiche. Ma l'economia delle Barbados è a lungo dipesa solo dalla coltivazione della canna da zucchero, principale risorsa del Paese, continuamente migliorata con la selezione delle varietà e l'uso dei fertilizzanti; negli ultimi anni, tuttavia, questa coltura, pur rimanendo la principale risorsa agricola, ha perso importanza, a causa della riduzione della richiesta dei mercati internazionali e dell'introduzione, voluta dal governo, di nuove coltivazioni. Non solo, ma la prolungata siccità del 1995, oltre a colpire le capacità ricettive dell'isola, ne ha seriamente danneggiato la produzione. Per il consumo interno si coltivano mais, patate dolci, manioca, ortaggi, banane; a metà degli anni Ottanta è stata riattivata la coltura del cotone. Sono praticati l'allevamento (ovini, suini, pollame) e la pesca. § Sono in crescita la produzione di petrolio e quella di gas naturale. Il governo ha incentivato la produzione industriale per ridurre la dipendenza dai prodotti della monocultura, anche se negli ultimi decenni l'industria è entrata in una fase di recessione; è in crescita invece il settore delle nuove tecnologia. Dall'ultimo decennio si è affermata anche l'attività finanziaria, praticata in regime di offshore, settore che il governo sta cercando di incentivare con la concessione di benefici fiscali. § La bilancia commerciale è passiva: gli scambi, che si svolgono essenzialmente con Gran Bretagna, USA e Trinidad e Tobago, riguardano zucchero e suoi derivati, rum e altri alimenti e bevande, prodotti chimici e componenti elettriche tra le merci d'esportazione; manufatti, prodotti alimentari, beni di consumo, materiali da costruzione, prodotti chimici, carburante, componenti elettriche, macchinari, tra quelle d'importazione. Consapevole dell'importanza di un'integrazione economica degli Stati caribici, Barbados continua a sostenere la necessità di una maggiore cooperazione all'interno del CARICOM (Caribbean Community and Common Market). A livello delle infrastrutture, Barbados è servita da una rete stradale che si sviluppa per 1600 km, assenti invece le ferrovie. Nel Paese sono inoltre presenti un aeroporto internazionale e un porto. Il settore terziario contribuisce per il 79,8% al PIL e occupa più dei tre quarti della forza lavoro. L'attrezzatura alberghiera di gran lusso e i frequenti collegamenti marittimi e aerei (che fanno capo rispettivamente al porto di Bridgetown e all'aeroporto internazionale di Grantley Adams) con le Americhe e l'Europa, hanno da tempo posto l'isola di Barbados sulle rotte del turismo internazionale, che qui trova – oltre alle bellezze del paesaggio antillano – un'inconsueta e suggestiva atmosfera da vecchia Inghilterra: sviluppatosi dagli anni Sessanta, tale settore è divenuto il primo per importanza nell'economia locale; ogni anno entrano nel Paese quasi mezzo milioni di turisti (2005).

Storia

L'isola fu scoperta nel 1518 da navigatori spagnoli che, a causa del fogliame di una pianta locale, la chiamarono “Los Barbudos”. Nel 1605 vi fu il primo tentativo di conquista da parte degli Inglesi che nel 1627 ottennero il possesso definitivo di Barbados. Da allora l'isola rimase sotto il controllo britannico. Nel 1954 ottenne l'autogoverno interno: primo ministro fu eletto sir Grantley H. Adams, leader del Partito Laburista, che nel 1958 divenne anche premier della Federazione delle Indie Occidentali Britanniche. Dopo lo smembramento di questa Federazione nel 1962, Barbados si avviò all'indipendenza, proclamata il 30 novembre 1966: da allora il potere è conteso fra il Partito Laburista di Barbados, più conservatore, e il Partito Laburista Democratico, con una connotazione più marcatamente progressista. Nel 1994 era proprio quest'ultimo partito che riusciva a imporsi dopo due legislature dominate dagli avversari. Il nuovo Stato rimase membro del Commonwealth ed entrò nell'ONU, nell'OAS, nella CARIFTA e, dal 1973, nel CARICOM (è anche associato alla CEE); in politica internazionale ha mantenuto una posizione di non allineamento.

Cultura

La posizione dell'isola ne ha influenzato la storia, la cultura e lo sviluppo. Forti restano i segni della colonizzazione britannica e della lunga schiavitù nell'architettura e nei musei, all'interno dei quali tuttavia sono visibili anche molti esempi delle tradizioni artistiche e artigianali locali, al centro di una notevole riscoperta – avviata a partire dall'indipendenza – nonché dell'ancestrale rapporto degli abitanti di Barbados con il mare, che ricorre nelle storie sui pirati, a metà fra resoconto e leggenda. La musica tradizionale (tuk, calypso, soca) vanta numerosi festival dedicati (Crop-Over, Congaline), in cui il folclore di Barbados prende forma nei colori degli abiti, nelle poesie popolari, nei tatuaggi tribali, nelle danze caraibiche.

Bibliografia

M. J. Chandler, A Guide to Records in Barbados, Bridgetown, 1965; H. Mitchell, Caribbean Patterns, Londra, 1967; H. Blume, Die Westindischen Inseln, Braunschweig, 1968; A. Eyre, A New Geography of the Caribbean, Londra, 1968; P. E. James, Latin America, New York, 1969; S. Birnbaum, Caraibi, Verona, 1989.