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Belize (Stato)

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Stato dell'America Centrale (22.965 km²). Capitale: Belmopan. Divisione amministrativa: distretti (6). Popolazione: 333.200 ab. (stima 2009). Lingua: inglese (ufficiale), creolo-inglese, spagnolo. Religione: cattolici 49,6%, protestanti 26,5%, non religiosi/atei 9,4%, anglicani 5,3%, altri 9,2%. Unità monetaria: dollaro del Belize (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,772 (93° posto). Confini: Messico (N), Mar delle Antille (E), Guatemala (S e W). Membro di: Commonwealth, CSM, OAS, ONU e WTO, associato UE.

Generalità

Affacciato sulle acque del Mar dei Caraibi, il Belize (che fino al giugno 1973 aveva conservato il nome di Honduras Britannico) è legato più alle vicine isole delle Antille che ai Paesi dell'America. Questo piccolissimo Stato con una popolazione per un quarto creola e una storia priva di grandi sconvolgimenti, è caratterizzato da un'atmosfera distesa e rilassata. Anche il territorio, che nella maggior parte della sua superficie non arriva a superare i 200 metri di altitudine, trasmette questo senso di adagiata rilassatezza. L'originario elemento maya, presente in piccola percentuale nella composizione etnica della popolazione, risulta sostanzialmente estraneo all'urbanizzazione e allo sviluppo economico del Paese, che hanno sede prevalentemente nella città di Belize. Giunto in tempi recenti all'indipendenza politica (1981), il Belize dipende ancora molto dagli aiuti esteri per quanto riguarda gli investimenti e le concrete possibilità di sviluppo economico.

Lo Stato

Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth, il Belize è una monarchia costituzionale, avente il proprio capo di Stato nel sovrano britannico, rappresentato da un governatore generale che nomina il capo del Governo ed esercita il potere esecutivo, secondo l'indirizzo dato dal Consiglio dei ministri che questi presiede. Il potere legislativo è affidato all'Assemblea nazionale, composta dalla Camera dei Rappresentanti (eletta a suffragio universale ogni cinque anni) e dal Senato (i cui membri sono nominati dal governatore generale). Il sistema di diritto in uso è basato sulla Common Law britannica; il Paese non considera vincolanti le norme della Corte Internazionale di Giustizia. La giurisdizione è affidata alla Corte Suprema, massimo organo di giudizio, cui si affiancano una Corte d'Appello e tribunali di prima istanza. La pena di morte è in vigore. Le forze di difesa sono organizzate nei corpi dell'esercito e dell'aviazione; è presente anche una Guardia volontaria. Anche il servizio militare si effettua su base volontaria, a partire dai 18 anni d'età. L'istruzione è obbligatoria dai 5 ai 14 anni: la scuola primaria dura otto anni ed è gratuita; la scuola secondaria ha inizio a 13 anni e ha la durata di quattro anni. L'impegno per la diffusione dell'alfabetizzazione ha portato alla riduzione del tasso di analfabetismo, che nel 2005 era pari al 5,3%. L'insegnamento superiore viene impartito presso l'University of Belize, fondato nel 1986, il Belize Medical College (1996) e in una sede distaccata dell'University of Weast Indies.

Territorio: geografia fisica

Il territorio, scarsamente abitato per le difficili condizioni ambientali, è prevalentemente collinare a S, dove si elevano i monti Maya (Victoria Peak, 1120 m), pianeggiante e in parte paludoso a N, dove scorrono, per lo più diretti a NE, numerosi fiumi tra cui il Belize, il New River e l'Hondo, quest'ultimo al confine con il Messico. Le coste sono generalmente basse e prive di attracchi naturali, accompagnate da numerosissime isole e isolette di cui le principali sono le iisole Turneffe e l'Ambergris Cay. Il clima è di tipo subtropicale, caldo e umido, con temperature massime che raggiungono i 40 °C e abbondanti precipitazioni (2000 mm annui in media). Il Paese, attraversato dagli umidi alisei di NE, è spesso devastato da violenti uragani che si abbattono sulle coste nel periodo delle piogge (giugno-novembre).

Territorio: geografia umana

La distribuzione della popolazione del Belize è disomogenea, concentrata, nella misura del 50%, in due dei sei distretti in cui è suddiviso lo Stato: quello di Belize, che comprende poco meno del 30% della popolazione, e quello di Cayo, ove risiede oltre il 20%. Il primo raccoglie nella sola Belize City ca. 1/5 dell'intera popolazione dello Stato; la città continua a rimanere il primo centro economico del Belize, nonostante abbia perso la sua funzione di capitale, trasferita, nel 1970, alla città di Belmopan, situata all'interno del Paese e più riparata dagli uragani che frequentemente si abbattono sulla costa. Belmopan, però, non ha avuto il decollo economico e sociale sperato. Gli altri centri più importanti, tra i quali Orange Walk e San Ignacio, hanno una popolazione che supera di poco i 15.000 ab. ed è quindi comprensibile che il tasso di urbanizzazione del Belize abbia appena superato il 50%. Molto scarsa è anche la densità media (14 ab./km²), una delle più basse dell'America centrosettentrionale. Il coefficiente di accrescimento annuo (3,1% nel periodo 2002-2007) è più elevato rispetto ai valori degli altri Paesi dell'America Centrale, in relazione agli alti tassi di natalità affiancati da bassi tassi di mortalità. In particolare, il miglioramento delle strutture sanitarie e delle condizioni di vita ha portato a un notevole decremento nel tasso di mortalità infantile a partire dagli ultimi decenni del sec. XX, anche se la diffusione del virus dell'HIV, della malaria e della tubercolosi presenta dati allarmanti. Come altri Paesi dell'America Centrale il Belize presenta una certa eterogeneità della popolazione, che continua a essere costituita per la maggior parte da meticci (48,4%), seguono poi i creoli (27%) discendenti degli schiavi africani, gli amerindi (10%), essenzialmente maya e, infine, i garifuna (5,7%), di origine caribica; le altre etnie costituiscono complessivamente il 8,9%. La difesa e la valorizzazione delle terre, delle culture e delle tradizioni degli indigeni maya e garifuna, nonostante i passi dei governi per un riconoscimento di queste componenti della popolazione, si scontrano con i progetti di sfruttamento delle aree in cui sono insediati, specie nella parte meridionale del Paese che è anche la più povera. Per quanto alcuni indicatori socio-culturali indichino che il Belize può vantare una situazione relativamente favorevole rispetto ai vicini Paesi dell'America Centrale e dei Caraibi, altri elementi ne evidenziano contrasti interni e difficoltà: il flusso migratorio in uscita, rivolto soprattutto verso gli Stati Uniti, è ancora inarrestabile, e i lavoratori del Belize all'estero sono ormai così numerosi che le rimesse costituiscono una fonte di divisa straniera per il Paese di notevole importanza. Cresce altresì il numero degli immigrati e dei rifugiati, provenienti dagli altri Paesi dell'America Centrale, in particolare da El Salvador e, in misura minore, Nicaragua. Il governo ha imposto severe misure per combattere la vendita di certificati di cittadinanza che aveva attirato cospicui flussi di immigrati da Hong Kong e Taiwan.

Territorio: ambiente

La foresta tropicale domina su buona parte del territorio del Belize, alternandosi verso l'interno alla vegetazione della savana e lungo la zona costiera alla foresta di mangrovie. Complessivamente, la macchia ricopre il 72,5% della superficie del Paese ma destano preoccupazione le opere di deforestazione che alimentano l'industria del legname (cedro, mogano, pino, palissandro) a cui si uniscono i danni provocati dagli uragani che spesso si abbattono sul litorale. La Rete di riserve della barriera corallina del Belize, dichiarata Patrimonio mondiale dell'umanità nel 1996, è la più estesa dell'emisfero nord. Il sito UNESCO comprende 7 località nei distretti di Belize, Toledo e Stann Creek distribuite su una superficie di 93.000 ettari tra spiagge, atolli e aree marine popolate da specie a rischio o di interesse internazionale quali tartarughe, lamantini e il coccodrillo americano. L'insieme delle aree protette del Paese interessa poco meno di un terzo del territorio nazionale (30,2%) e comprende 16 parchi nazionali e numerose altre oasi naturalistiche.

Economia

L'economia del Belize è ancora, nei primi anni del Duemila, in gran parte dipendente dagli aiuti esteri e si basa principalmente sull'agricoltura. Dopo il rapido sviluppo economico, che aveva caratterizzato la seconda metà degli anni Ottanta – in conseguenza non solo della capacità dimostrata nel gestire i risultati dei programmi di stabilizzazione concordati con il Fondo Monetario Internazionale, ma anche di variabili esterne, quale, per esempio, la svalutazione del dollaro, a cui la moneta del Belize è legata – il Paese ha visto rallentare la sua crescita economica, segnata da un rapido decremento del PIL. Inoltre, il ritiro delle truppe britanniche avvenuta nel 1994, la cui presenza incideva sul PIL per una quota pari al 4%, contribuì ad aggravare la situazione; la decisione di Londra era stata determinata dal miglioramento dei rapporti fra il Belize e il Guatemala i quali, nell'aprile del 1993, avevano sottoscritto un patto di non aggressione che, da parte del Guatemala, significava una parziale rinuncia alla rivendicazione dei diritti di sovranità sul Belize. Il debito pubblico registrò una fase di rapida crescita: se nel 1991-92 rappresentava il 9% del PIL, già l'anno successivo aveva raggiunto la percentuale del 17%. La necessità di porre un freno al deterioramento della situazione economica fu perciò avvertita come esigenza primaria dal governo di Manuel Esquivel che, subito dopo essersi insediato (giugno 1993), gettò le basi per realizzare una politica economica di aggiustamento strutturale. Non solo, ma il governo intraprese misure anche per ridurre la vulnerabilità economica del Paese dovuta alla scarsa diversificazione della tradizionale produzione agricola, concentrata in larga misura sulla canna da zucchero e, di conseguenza, strettamente dipendente dalle variazioni del mercato internazionale. I risultati dell'azione governativa si concretizzarono già nel 1995, quando si riuscì a far scendere al 5% la percentuale di debito pubblico del PIL. Grazie a politiche fiscali e monetarie avviate nel 1998, il PIL è aumentato di oltre il 10% nel 2000, mentre nel 2006 la crescita è stata del 5% (nel 2009 il PIL è stato1.336 ml $ USA, con un PIL pro capite di 4.045 $ USA) anche a causa dello sfruttamento delle risorse petrolifere. Rimangono preoccupanti invece il deficit pubblico (pari al 4% del PIL nel 2006-2007) e il debito estero; è in discesa, invece, il tasso di disoccupazione. § Per quanto riguarda i diversi settori dell'economia, nell'ambito del primario la coltivazione della canna da zucchero resta la principale coltura legata all'esportazione; altre coltivazioni importanti sono quelle degli agrumi e delle banane. Le piantagioni gestite da società straniere coprono circa l'80% delle terre coltivate e contribuiscono alla gran parte delle esportazioni. Per il consumo interno, si coltivano mais, fagioli, riso, cassava e cocco. § L'allevamento bovino è in crescita; la pesca, soprattutto di aragoste, è redditizia e contribuisce alle esportazioni. Il settore primario partecipa per il 17,6% alla formazione del PIL e occupa poco più di un quinto della forza lavoro. § Importante fonte di ricchezza per il Belize è anche il manto boschivo che ricopre la maggior parte del suo territorio e fornisce legni pregiati (cedro, mogano, pino e palissandro) nonché il chicle, la gomma da masticare, ottenuta dal lattice coagulato di Achras sapota. Oltre al legno, il Belize non ha altre risorse naturali; ciò comporta la necessità di importare ingenti quantità di combustibile. Per questo negli anni Novanta hanno avuto inizio alcune ricerche mirate alla scoperta di giacimenti petroliferi. L'impatto ambientale di queste attività, la deforestazione indotta dall'industria del legno, unite ai danni prodotti dai numerosi uragani che investono il Paese, sono tuttavia fonte di notevole preoccupazione per le conseguenze che potrebbero avere sullo sviluppo del turismo, basato proprio sulle attrazioni naturali del Belize, prima fra tutte la foresta pluviale. Tra i provvedimenti esemplari, nel 1999 il governo ha annullato il permesso per il taglio degli alberi, precedentemente accordato a una compagnia straniera, con l'accusa di avere attuato uno sfruttamento eccessivo senza alcuno scrupolo per l'ambiente. § Il settore industriale comprende grossi impianti per la produzione dello zucchero (a Pembroke Hall, Tower Hill e Libertad) e per la conservazione degli agrumi (a Dangriga); sono presenti inoltre stabilimenti tessili e impianti per la produzione di acido tannico, resina, birra e sigarette. Il secondario partecipa per il 14,9% alla formazione del PIL e occupa il 15,2% della popolazione. È dunque il terziario a contribuire maggiormente alla ricchezza nazionale (67,5%), impiegando oltre la metà della popolazione attiva. § Il Paese importa zucchero, banane, agrumi, abbigliamento, prodotti ittici melassa e legname ed esporta macchinari e attrezzature di trasporto, manufatti, carburanti, prodotti chimici e farmaceutici, generi alimentari e bevande, tabacco. Principali partner commerciali sono gli USA, seguiti da Regno Unito, Thailandia, Costa d'Avorio, Finlandia e Giamaica per le esportazioni e Messico, Guatemala e Cina per le importazioni. Nel 2006 il Belize ha stipulato un accordo con il Venezuela, ottenendo prezzi vantaggiosi per il petrolio. È stato inoltre avviato un modesto sfruttamento delle risorse idriche per la produzione di energia elettrica. § Le reti di comunicazione sono piuttosto carenti (2872 km di strade nel 1999); il Paese ha un aeroporto internazionale a Belize; principali porti sono Belize e Dangriga. § I visitatori stranieri sono aumentati negli ultimi anni; per questo il governo, oltre a sviluppare un discreto settore finanziario offshore, ha deciso di puntare sull'industria turistica per migliorare i conti dello Stato, facendo leva sulle bellezze naturali incontaminate presenti nel Paese. Da segnalare ancora che, negli anni Novanta, questo piccolo Stato anglofono aveva assistito a un aumento sensazionale delle attività connesse al traffico di droga, a causa della diffusa corruzione che aveva coinvolto anche i vertici del governo. Esso servì da transito ai produttori colombiani che esportavano la droga verso il Messico e verso gli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato statunitense ha inserito il Belize nell'elenco dei principali Paesi implicati nel narcotraffico, ma gli ha accordato ugualmente il “certificato di buona condotta” per non mettere a rischio il suo sviluppo economico e la sua stabilità politica. Il Paese, censurato nel 2000 dall'OCSEc ome paradiso fiscale, ha emanato delle norme anti-riciclaggio.

Storia

Prima della colonizzazione europea il Belize fu abitata dai maya le cui manifestazioni artistiche testimoniano una diffusione in quest'area della cultura precolombiana. Geograficamente appartenente all'area guatemalteca, il Belize (ex Honduras Britannico) faceva parte della Capitanìa spagnola del Guatemala. Nel 1638 corsari inglesi si stabilirono sulla sua costa; qualche anno dopo vi fondarono la città di Belize, che divenne il principale porto della zona. L'Inghilterra tendeva già allora a considerare il territorio una propria colonia, ma la reale sovranità le venne riconosciuta soltanto dai trattati di Parigi (1763) e di Versailles (1783). Per molto tempo il Belize fu amministrativamente una dipendenza della Giamaica, data la sua scarsa rilevanza economica. Nel 1884 divenne comunque colonia separata e da allora ha seguito l'iter giuridico-costituzionale di tutti i possedimenti britannici. Nel 1954 ricevette la prima Costituzione con un certo grado di autonomia interna, che raggiunse pienamente con la Costituzione del 1º gennaio 1964. Il territorio, rivendicato dal Guatemala che si considerava erede legittimo dell'antica colonia spagnola, otteneva l'indipendenza (21 settembre 1981) in seguito all'accordo sottoscritto a Londra tra Gran Bretagna, Guatemala e Belize. Per garantire l'intangibilità territoriale del nuovo Stato, membro anche del Commonwealth, la Gran Bretagna manteneva in loco una guarnigione militare. Nel 1984 il Partito unito del popolo (PUP) perdeva, dopo trent'anni, la guida del Paese: vincitore delle elezioni risultava il Partito democratico unito (UDP). Il governo del nuovo premier Manuel Esquivel avviava una politica economica di apertura agli investimenti internazionali e tentava di affrontare il problema del crescente traffico di droga. Ulteriori progressi segnavano le relazioni con il Guatemala, che nel 1985 eliminava dalla propria Costituzione le rivendicazioni territoriali sul Belize e nel 1991 riconosceva la sua sovranità, stabilendo con esso relazioni diplomatiche. Le elezioni politiche del novembre 1989 vedevano, comunque, la riconquista della maggioranza da parte del PUP e alla guida del governo il suo leader George Price. Con le successive elezioni del 1993, i conservatori del UDP ritornavano, però, ancora una volta al governo con Manuel Esquivel, di nuovo primo ministro. Il programma del governo di Esquivel prevedeva l'incentivazione dei finanziamenti destinati al mercato dei capitali, al turismo e all'istituzione di zone franche. Per frenare la recessione e il conseguente aumento della criminalità organizzata, veniva stabilito un programma di “cittadinanza economica”, allo scopo di attirare gli investimenti stranieri e ridurre il debito estero. Dopo le elezioni amministrative del marzo 1997, con l'affermazione del PUP in tutti i sette distretti, inevitabile era un limitato rimpasto del governo che, comunque, non riusciva a frenare l'avanzata del partito d'opposizione. Il PUP, infatti, nelle successive elezioni legislative dell'agosto 1998 conquistava la maggioranza assoluta con 26 seggi contro i 3 dell'UDP e formava il governo con a capo Said Musa.

Cultura: generalità

Al mescolamento di etnie e influenze tipico degli Stati latino-americani, il Belize unisce una componente meno comune, legata al dominio britannico durato quasi due secoli. I segni più evidenti si ritrovano nelle architetture, soprattutto quelle urbane perché nel resto del Paese restano molte testimonianze dei maya (tra cui i siti di Lamanai e Altun Ha) e del periodo coloniale; nella religione, dove l'elemento protestante (in particolare quello ascrivibile ai mennoniti) è cospicuo; nella lingua e in ambito gastronomico. Tra gli alimenti, si consumano prevalentemente mais, frutta, carne di paca (gibnut), tutti prodotti di origine locale; un piatto tipico dei garifuna è invece il hudut, a base di legumi, pesce e latte di cocco. Nella sfera religiosa, però, neanche il cattolicesimo può definirsi “puro”, dal momento che anch'esso risente dell'unione fra pratiche animiste e naturaliste e ortodossia romana. La letteratura del Belize vanta un'importante figura di rilievo internazionale, la scrittrice Zee Edgell, autrice di racconti e romanzi (Beka Lamb, 1982; Time and the River, 2007) spesso incentrati sulla storia del Paese e sulla lotta per l'indipendenza animata dallo spirito nazionalista. Fra le personalità artistiche di maggior rilievo nel XX secolo si segnalano anche il filosofo, poeta e scultore George Seymour Gabb, scomparso nel 2007, Andy Palacio, la cui musica ha cercato una sintesi fra le sonorità indie e i ritmi caribici, e Angela Gegg, la cui arte utilizza mezzi espressivi diversi, dalle tele alle installazioni.