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Belmónte Càlabro

comune in provincia di Cosenza (50 km), 262 m s.m., 23,89 km², 3022 ab. (belmontesi), patrono: san Bonaventura (seconda domenica di maggio).

Centro della Catena Costiera, posto su uno sperone dominante il mare. Fu fondato dagli abitanti di alcuni paesi della costa sottostante che sfuggivano ai Saraceni (sec. IX). Sotto Carlo d'Angiò fu dotato di un castello (1270). Ebbe vari feudatari, fra cui il poeta Galeazzo di Tarsia. Sono ancora visibili le mura del castello medievale. § La parrocchiale dell'Assunta (sec. XV) conserva due tele settecentesche di Nicola Menzele e di Francesco Basile. In località Annunziata la chiesa omonima ha un altare maggiore barocco in legno, una tavola di ignoto napoletano del sec. XV e un bassorilievo marmoreo cinquecentesco.§ L'economia si basa sull'agricoltura (ortaggi, grano, fichi, olive), l'allevamento (bovini da latte, ovini, caprini, pollame, conigli) e l'industria di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli (fichi secchi); altre industrie sono presenti nel settore dell'abbigliamento (calzifici). Il turismo balneare è ben sviluppato.

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