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Bloch, Ernst

filosofo tedesco (Ludwigshafen 1885-Tubinga 1977). Certamente una delle figure di maggior spicco del pensiero filosofico del sec. XX, fu allievo, a Berlino, di Georg Simmel. Orientato verso la “filosofia della vita”, ben presto i suoi interessi furono attratti dal tema dell'“utopia”, al quale dedicò il primo dei suoi numerosi lavori filosofici: Lo spirito dell'utopia (1918; trad. it., 1980). È di questi anni anche Thomas Münzer, teologo della rivoluzione (1921). Dopo un breve soggiorno in Svizzera, Bloch ritornò in Germania dove strinse amicizia con György Lukács, Walter Benjamin e Theodor Adorno. All'avvento del nazismo Bloch, che era di origine ebraica, andò esule negli Stati Uniti. Nel 1949 ritornò in Germania e si stabilì a Lipsia, dove lavorò a una rilettura della filosofia hegeliana: Soggetto-oggetto. Commento a Hegel (1949; trad. it., 1975). Tra il 1954 e il 1959 furono pubblicati i tre volumi della sua opera maggiore: Il Principio speranza (1954-1959; trad. it. 1994), dove intreccia il messianismo di provenienza ebraica con la filosofia marxista, portando nel pensiero del Novecento l'originale istanza della “speranza”, come principio di un sempre vivo “non-ancora”, come quella tensione al “nuovo” che orienta e illumina il cammino storico degli uomini. Nel 1961 si trasferì nella Germania Federale, dove insegnò all'Università di Tubinga. Tra le opere dell'ultimo periodo si ricordano: Sul progresso (1963; trad. it., 1990), Ateismo nel cristianesimo (1968; trad. it., 1971) Karl Marx (1968; trad. it., 1972), Experimentum mundi (1975; trad. it., 1980).

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