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Brass, Tinto

pseudonimo del regista cinematografico italiano Giovanni Brass (Milano 1933). Isolato e bizzarro rappresentante di una nouvelle vague nostrana, esordì nel 1963 con il film Chi lavora è perduto, sorta di autobiografia di un veneziano anarchico, ripresentandosi poi in una serie di film indipendenti: Nerosubianco (1969) e Dropout (1970) girati a Londra, L'urlo e La vacanza, presentati rispettivamente a Berlino e a Venezia nel 1970 e nel 1971. Di fronte alla distribuzione precaria dei suoi film ha poi reagito optando per il kolossal grottesco in costume e l'erotismo delirante: Salon Kitty (1975), La chiave (1983), Capriccio (1987), Paprika (1991), Monella (1998), Tra(sgre)dire (2000), Senso '45 (2002), Fallo! (2003) e Monamour (2005).

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