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Brown, Trisha

danzatrice e coreografa statunitense (Aberdeen, Washington, 1936). Compiuti i primi studi con Marion Hageage (tip-tap, balletto, acrobazia, jazz), passò poi al Mills College di Oakland, in California, dove lavorò, fra gli altri, con José Limon, Louis Horst, Merce Cunningham. Nell'estate del 1960 partecipò ai seminari di Ann Halprin a San Francisco e nell'autunno successivo si trasferì a New York, dove seguì i corsi di composizione di Robert Dunn presso il Merce Cunningham Dance Studio. Membro fondatore, nel 1962, del Judson Dance Theatre, è divenuta ben presto uno dei protagonisti più significativi della post-modern dance newyorchese. Fin dalle sue prime opere (Trillium, 1962; Lightfall, 1963) ha dimostrato un interesse particolare per la sperimentazione sugli elementi di base del movimento (salto, corsa, piegamento, estensione, distensione), sull'interazione del danzatore o del performer con la forza di gravità, e per l'ambientazione in luoghi insoliti, non concepiti per lo spettacolo. Nelle opere successive si è lanciata poi in ardite sperimentazioni attraverso i tetti di New York (Roof piece, 1971) o facendo agire i suoi ballerini sospesi a corde elastiche lungo le pareti dei grattacieli (Man Walking Down the Side of a Building, 1970; Woman Walking Down a Ladder, 1973) oppure facendoli danzare appesi a testa in giù, sempre grazie a complessi sistemi di corde, sul soffitto del Withney Museum (Walking on the Wall, 1971). Dopo alcuni anni di lavoro con un gruppo piuttosto mutevole di ballerini e performers, ha fondato negli anni Settanta una sua compagnia tornando a dedicarsi, nel corso di tutti gli anni Ottanta, al lavoro in teatro, senza però mai abbandonare la ricerca e la sperimentazione, spesso in tandem con celebri personaggi dell'arte visiva, come Bob Rauschemberg, o dell'ambiente musicale, come Laurie Anderson. Alla fase più recente appartengono Glacial Decoy (1979), Opal Loop (1980), Son of Gone Fishin' (1981), Set and Reset (1982-83), Lateral Pass (1985) e la coreografia per la Carmen di Bizet messa in scena al Teatro San Carlo di Napoli con la regia di Lina Wertmüller (1986), Newark (1987), Astral Converted (1991) e If You Could See Me (1994).

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