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Bukovskij, Vladimir Konstantinovič

scrittore, scienziato e attivista politico russo (Mosca 1942). Fin dai tempi dell'università è stato un attivista dei movimenti di opposizione al regime comunista, partecipando alla pubblicazione clandestina Phoenix ’61. Arrestato dalle autorità sovietiche per ben quattro volte, è stato definitivamente rilasciato nel 1976 e nel 1981 si è trasferito in Gran Bretagna. Considerato, insieme ad A. Solženicyn, lo scrittore russo più significativo nell'ambito della letteratura dei “dissidenti”, ha denunciato in Una nuova malattia mentale dell’URSS: l’opposizione (1970), i sistemi di repressione sovietici attraverso le strutture psichiatriche. Ha ripreso lo stesso tema in Un manuale di psichiatria per dissidenti (1974) e nell'autobiografia Il vento va e poi ritorna (1979). Dopo il pamphlet I pacifisti contro la pace (1981), atto di accusa contro i movimenti antimilitaristi, Bukovskij ha pubblicato Lettere di un viaggiatore russo (1981), critica della società occidentale, URSS: dall’utopia al disastro (1990) e Giudizio a Mosca (1999). Nel 2007 si candidava alla presidenza della Russia, ma una commisione elettorale rifiutava la candidatura.

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