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Busan o Pusan

città (3.813.814 ab. nel 1995) della Corea del Sud, nella provincia di Gyeongsang Meridionale, nell'ambito della quale gode di amministrazione autonoma, 45 km a E del capoluogo Masan, affacciata allo stretto di Corea, sull'estuario del fiume Nagdong. Seconda città del Paese per popolazione dopo Seoul, con un'estensione urbana di 749 km², è disseminata di costruzioni che si sono affiancate in maniera disordinata e caotica creando, specie nel dopoguerra coreano, una serie di bidonvilles. Dotata di una vasta area utilizzata a scopo industriale (cantieri navali, impianti meccanici, tessili, chimici, della gomma, alimentari, del cemento), è soprattutto un attivo porto commerciale, attraverso cui transitano i 3/4 del commercio estero del Paese, particolarmente rivolto agli scambi tra la penisola coreana e il Giappone, cui è collegata mediante un servizio di ferry-boat. Una linea ferroviaria la collega con Seoul. Aeroporto a Suyeong. Busan ospita due università. In giapponese, Fusan o Husan. § La città fu occupata nel 1592 dai Giapponesi e divenne poi base per i successivi tentativi di conquista della Corea durante la lunga guerra che si svolse sul territorio coreano fino al 1597. Nel quadro di queste lotte si inserisce la clamorosa sconfitta subita nel 1593 di fronte a Busan dalla flotta giapponese alla quale l'ammiraglio coreano I Sum-sin, che combatteva con navi corazzate di sua invenzione, inflisse ingenti perdite. In base al trattato nippo-coreano del 26 febbraio 1876 il porto di Busan venne riconosciuto come concessione giapponese e nel 1883 aperto al traffico con gli stranieri. Durante la guerra di Corea (1950-53) fu base di sbarco e di rifornimento delle truppe dell' ONU.

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