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Calenzano

comune in provincia di Firenze (15 km), 108 m s.m., 76,87 km², 15.042 ab. (calenzanesi), patrono: san Niccolò (6 dicembre).

Centro alla sinistra del torrente Marina. Suggestivo il paesaggio collinare, ricco di ville storiche, antiche pievi e castelli. Di origine etrusca, nel Medioevo fu diviso tra la contea di Prato e i conti Guidi, i Buonaccorsi e altre famiglie locali. Tra i sec. XII-XIV passò sotto il diretto dominio di Firenze. Subì saccheggi e devastazioni nel 1260 dai ghibellini, nel 1325 da Castruccio Castracani e nel 1351 da Giovanni Visconti. § L'abitato conserva il castello, con notevoli resti delle mura e due porte turrite (sec. XIV-XV), la chiesa di San Niccolò, più volte rimaneggiata, ricca di affreschi del Trecento e l'annesso oratorio della Compagnia, rifatto in epoca barocca. Interessante la pieve di San Donato (sec. XI, poi rimaneggiata), con attigua villa medicea di forme rinascimentali. § La zona è una delle principali aree industriali della Toscana, soprattutto nei comparti tessile, ceramico, chimico-farmaceutico, edile e metalmeccanico.