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Capèlli, Pasquino

umanista e notaio cremonese (m. 1398). Dopo aver ricoperto varie cariche politiche nella sua città, si trasferì a Milano, presso i Visconti, divenendo capo della Cancelleria. Accusato di tradimento da Gian Galeazzo, fu murato vivo nella torre di Pavia (la “Lunga Dimora”). Amico di C. Salutati, che agevolò nella conoscenza delle Familiari di Cicerone, fu tra i maggiori esponenti dell'umanesimo lombardo.