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Carandini, Andrèa

archeologo italiano (Roma 1937). Professore all'Università di Roma, è stato ed è responsabile di numerosi progetti di ricerca, per lo più indirizzati allo studio della regione etrusca in età preromana e a quello della storia di Roma in età arcaica (scavo della villa rustica di Settefinestre presso Orbetello, scavo dell'area del foro romano che si sviluppa alle pendici del Palatino, scavo di una vasta porzione dell'area urbana di Veio). Ha all'attivo una vasta produzione bibliografica, che si caratterizza per i numerosi contributi di carattere metodologico oltre che di esegesi archeologica delle diverse realtà analizzate. Carandini è infatti uno dei più convinti sostenitori dell'applicazione di una metodologia di indagine organica e rigorosa (in buona parte mutuata dalle esperienze che l'archeologia anglosassone ha maturato in questo campo), da lui codificata nel manuale Storie dalla terra. Tra le sue più importanti iniziative ricordiamo l'impegno per la riapertura e il rilancio del Museo dell'Arte Classica dell'Università di Roma (che contiene la più ricca collezione esistente di repliche in gesso di opere d'arte greca) e la direzione delle indagini archeologiche che si sono rese necessarie in seguito al rinvenimento dei resti di una villa di età romana nell'area del costruendo Auditorium di Roma. Autore, nel 1997, del volume Le origini di Roma, nel 2000 ha pubblicato Giornale di scavo, in cui raccoglie riflessioni, esperienze, brevi saggi di un'intera vita dedicata all'archeologia. Nel 2002 ha pubblicato Archeologia del mito, un'indagine sulle radici culturali della modernità.