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Castèl Sant'Elìa

comune in provincia di Viterbo (40 km), 210 m s.m., 23,98 km², 2151 ab. (castellesi), patrono: santi Anastasio e Nonnoso (3 settembre).

Centro posto sul versante nordorientale dei monti Sabatini. Di origine etrusca, fece parte del Ducato di Roma fino al 730. Dal sec. X del Marchesato di Toscana, passò poi alla Chiesa, seguendo le sorti di Nepi. § II paese conserva diverse rovine medievali; nei dintorni si notano alcuni singolari scavi nel tufo, forse tombe etrusche trasformate in abitazioni o adibite a uso agricolo. Fuori dell'abitato sorge la romanica basilica di Sant'Elia, eretta (sec. VIII-IX) su un eremo fondato da sant'Anastasio all'inizio del sec. VI e ricostruita nel sec. XI; conserva un pulpito dei sec. VIII-IX (con lastre decorate da bassorilievi), pregevoli affreschi e numerosi frammenti romani e medievali. Il santuario di Santa Maria ad Rupes consiste in una grotta situata presso il convento francescano di Santa Croce, in cui si venera la Vergine e il Bambino, opera pittorica del sec. XVI-XVII. § Accanto all'agricoltura (nocciolo e olivo) operano numerose cave di tufo; sono presenti attività manifatturiere nei settori della ceramica, delle stoviglie, dei sanitari, dei mobili e della lavorazione del legno. I numerosi sentieri e percorsi naturalistici attraggono il turismo escursionistico.