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Vitèrbo (provincia)

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provincia del Lazio, 3612 km², 310.650 ab. (stima 2007), 84 ab./km², capoluogo: Viterbo. Comuni: 60. Sigla: VT.

Generalità

Istituita nel 1927, la provincia di Viterbo, che occupa la sezione nordoccidentale del Lazio, si affaccia al mar Tirreno a W ed è delimitata dalle province di Roma, Rieti, Terni, Siena e Grosseto. Posta in una zona di confine tra l'Etruria antica e il Lazio, la provincia custodisce un patrimonio storico-archeologico di valore inestimabile, immerso in un singolare paesaggio.

Territorio

Il territorio è in gran parte collinare, costituito dai residui degli apparati vulcanici dei monti Volsini e dei monti Cimini (monte Cimino, 1053 m, la maggiore elevazione della provincia), che ospitano entro i loro rispettivi recinti craterici i laghi di Bolsena e di Vico. I rilievi collinari digradano dolcemente sia a E, verso la valle del Tevere, sia a W, verso la stretta fascia costiera della Maremma Laziale. Il fiume principale è il Tevere, che scorre per un lungo tratto al margine del territorio provinciale, ricevendo da destra il Paglia e vari torrenti; al mar Tirreno, invece, scendono direttamente i fiumi Fiora, Marta e Mignone e il torrente Arrone. A salvaguardia di alcune zone del territorio provinciale dalle peculiari caratteristiche naturalistico-ambientali e di eccezionale interesse archeologico sono stati istituiti varie riserve naturali e parchi regionali, come quello di Bracciano-Martignano, quello dell'Antichissima Città di Sutri e quello di Marturanum. Il clima, ovunque temperato, presenta caratteri marittimi lungo la fascia costiera e sui versanti dei rilievi collinari rivolti verso il mar Tirreno. Le estati sono calde, anche se spesso ventilate, gli inverni invece miti e piovosi. Le precipitazioni si concentrano in buona parte nei mesi invernali e non sono in genere copiose se non sulle pendici tirreniche dei monti Cimini. Nonostante il saldo del movimento naturale sia stato storicamente sempre positivo, la popolazione ha fatto registrare negli ultimi decenni del sec. XX un aumento poco consistente a causa del flusso migratorio di manodopera diretta soprattutto verso la capitale. Agli inizi del sec. XXI questa dinamica demografica però ha subito un'inversione di tendenza: il saldo naturale è divenuto significativamente negativo, mentre la provincia si è trasformata in un'area fortemente ricettiva soprattutto per gli immigrati stranieri. Quasi un sesto della popolazione provinciale risiede nel capoluogo, intorno a cui si è articolata una rete insediativa piuttosto rada, caratterizzata da centri di modeste dimensioni, a eccezione di Civita Castellana, Tarquinia, Montefiascone, Vetralla, Soriano nel Cimino e Orte. Gli assi viari più importanti,che costituiscono le due principali vie di accesso alla capitale, corrono all'estremità occidentale e orientale del territorio della provincia: l'una, l'Autostrada del Sole (A1), lungo la linea di confine tra Terni e Rieti; l'altra, la SS 1 Aurelia, nella fascia peritirrenica. La SS 1 bis, congiungendosi alla SS 675 a NW di Vetralla, raccorda la SS 1 e l'Autostrada del Sole. Corre mediana tra i due principali assi viari provinciali la SS 2 Cassia, che unisce Viterbo con Roma e Siena. Le linee ferroviarie o seguono la direttrice tirrenica o sono una diramazione della linea che da Firenze conduce a Roma.

Economia

L'agricoltura, soprattutto per il modesto sviluppo del comparto industriale, è ancora la principale risorsa economica del territorio: si producono ortaggi, frutta, olive, uva da vino, barbabietole da zucchero, cereali e patate. Il settore delle attività manifatturiere è caratterizzato da un'elevata incidenza delle lavorazioni tradizionali (alimentari, tessili, dell'abbigliamento e dell'estrazione dei minerali di cava, come caolino, farine fossili e sabbie silicee) e, fatta eccezione per il distretto industriale di Civita Castellana, relativo alla produzione della ceramica, non esistono che concentrazioni industriali di media e piccola dimensione. Il settore terziario, principalmente a causa della fortissima attrazione che esercita Roma sull'intero territorio regionale, è poco sviluppato. Completa il quadro economico provinciale il turismo, con frequentate località come Bolsena, Bomarzo, Gradoli, Sutri, Nepi, Tuscania, Tarquinia e Vetralla. In netto incremento sono le attività agrituristiche, il turismo escursionistico (Acquapendente, Bagnoregio, Montefiascone ecc.) ed enogastronomico.