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Chappaz, Maurice

poeta svizzero di lingua francese (Losanna 1916). Contadino, vagabondo e cantore di un mondo sul punto di scomparire, Chappaz resterà sempre in equilibrio tra voglia di evasione e radicamento nella sua terra, il Valais. La sua opera celebra il paradiso terrestre (Grandes journées de printemps, 1944; Tendres campagnes, 1966) e si scaglia contro lo sviluppo turistico e le nuove costruzioni che sfigurano la terra amata (Le match Valais-Judée, 1968; Les maquereaux des cimes blanches, 1976), fino a elevare il conflitto tra l'uomo e la natura a dimensione di un dramma cosmico universale (Poésies I, II, III, 1980-82; Le livre de C, 1987; Le garçon qui croyait au paradis, 1989). Intensa la sua produzione anche negli anni Novanta: La Veilleé des Vikings (1990), L’Océan (1993), La mort s’est posée comme un oiseau (1993), A rire et à mourir (1995), Bohème de Carême. A rire et à mourir 2 (1996), Vocation des fleuves (1998). Vincitore, nel 1997, del Grand Prix Schiller per l'insieme dell'opera letteraria e del Prix Goncourt per la poesia, Chappaz è inoltre autore del saggio La religion de la terre (1990) e della monografia Reinassance du Valois: chronique de 1790 à 1815 (1997).

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