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Clementine

piccola sonda interplanetaria lanciata il 25 gennaio 1994 dal poligono californiano di Vandemberg; il razzo vettore, un Titan 2G della Martin Marietta veniva ottenuto dalla conversione civile del missile balistico intercontinentale Titan 2. Dal successivo 22 febbraio, la sonda effettuava per circa due mesi una cartografia dettagliata della geologia della Luna da 400 km di quota, con una risoluzione di 10 m per 30. La sonda era dotata di quattro videocamere CCD – una per l'ultravioletto, due per l'infrarosso, una ad alta risoluzione connessa a un laser-altimetro che ha consentito 72.000 misure di elevazioni orografiche accurate entro i 40 m. Inoltre venivano effettuati effettuati sondaggi radar del suolo lunare al fine di dedurne la natura superficiale mediante l'analisi degli echi. Le operazioni di rilevamento e trasmissione dati (previo immagazzinamento nella memoria a 1,9 Gbyte dell'elaboratore di bordo) proseguivano, per 71 giorni consecutivi, fino al 23 aprile 1994 con la totalizzazione di 1,5 milioni d'immagini. Il 20 luglio successivo – in occasione del 25° anniversario della prima missione umana sul satellite – Clementine completava l'ultima orbita lunare per immettersi in una traiettoria che, percorsa due volte intorno alla Terra e una volta ancora nei pressi della Luna, avrebbe dovuto infonderle l'energia sufficiente per raggiungere il planetoide Geographose, possibilmente, l'oggetto 1983 RD, un secondo asteroide; ma un problema a un computer di bordo faceva esaurire il carburante (idrazina) per il controllo di assetto, causando il fallimento della seconda parte del viaggio. La missione, preparata non dalla NASA, ma dal BMDO (Ballistic missile defence organization, l'organismo che è succeduto all'iniziativa nota come “guerre stellari”). veniva realizzata come dimostratore tecnologico per sperimentare una struttura superleggera, sensori miniaturizzati, componenti e computer in grado di resistere per lunghi periodi alle radiazioni dello spazio profondo, sistemi di navigazione autonomi. Capo dell'équipe di ricercatori era Eugene Shoemaker, del servizio geologico nazionale degli USA e scopritore dell'omonima cometa, un veterano di questo genere di missioni essendosi occupato dal 1965 al 1967 delle sonde Ranger, Surveyor e Lunar Orbiter utilizzate per esplorare la Luna prima delle missioni Apollo. La sonda, realizzata in fibra di carbonio, alluminio e resine epossidiche, aveva una massa al lancio di 1150 kg. Con le 30.000 immagini inviate alla Terra ogni giorno, forniva più informazioni sul rilievo e la geologia della Luna di quante se ne erano ottenute da tutte le missioni Apollo. Attraverso l'analisi dei dati inviati da Clementine, alla fine del 1996 gli astrofisici scoprivano la presenza di acqua sulla Luna sotto forma di ghiaccio.

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