Questo sito contribuisce alla audience di

Confùcio

(cin. K'ung fu-tzu, il “venerabile maestro” K'ung). Il maestro fondatore del confucianesimo (Lu, Shantung, 551-479 a. C.). Figlio di un capitano del regno di Lu, rimase orfano di padre a tre anni; visse in povertà, accontentandosi del magro onorario pagatogli dai discepoli, che numerosi accorrevano alle sue lezioni. Nell'insegnamento (limitato alla scrittura, al calcolo e alla musica, che per la prima volta vengono insegnati a persone comuni, non ai soliti aristocratici), Confucio tramanda gli insegnamenti antichi. A 50 anni diventa ministro del feudo di Lu ma, incompreso, abbandona la carica poco dopo. Inizia una lunga serie di viaggi alla ricerca di un principe che lo segua nelle sue teorie, soggiornando in varie corti feudali. Stanco e deluso, fa ritorno a Lu all'età di 68 anni per dedicarsi completamente all'insegnamento e al commento dei testi classici. Le sue considerazioni si focalizzano soprattutto sulle relazioni umane (nell'ambito sia della famiglia sia della società); oltre a ciò viene posta la massima attenzione ai “Riti” che servono per tutelare l'ordine. Capo della società cinese è l'Imperatore, detto “Figlio del Cielo” proprio perché è l'unico mediatore tra gli uomini e il Cielo. Le idee di Confucio hanno condizionato la società cinese per circa duemila anni e vennero divulgate anche in Corea e in Giappone. La parte morale dei suoi insegnamenti è raccolta negli Analecta, mentre i sei Classici avrebbero rappresentato per secoli la base di tutti gli esami che i “letterati” dovevano sostenere per accedere a una qualunque carica di governo. Confucio fu venerato a tal punto che gli furono dedicati vari templi.

A. Waley, Three Ways of Thought in Ancient China, Londra, 1939; A. Rygaloff, Confucius, Parigi, 1946; Eul Sou Youn, Confucius, sa vie, son œuvre, sa doctrine, Parigi, 1948; Wu-Chi, La philosophie de Confucius, Parigi, 1963; R. Dawson, Confucio, Milano, 1983.

Media

Confucio

Collegamenti