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(latino Caíus Messíus Quintus Traiānus Decíus), imperatore romano (Sirmio, Pannonia, ca. 201-Abritto, Mesia, 251). Illirico di nascita, venne acclamato imperatore dai soldati nel 248, dopo una vittoria sui Goti. Eliminato il predecessore Filippo nella battaglia di Verona, riordinò l'esercito e costruì opere di fortificazione ai confini. Rispettoso della tradizione, restituì al Senato le sue antiche prerogative in campo amministrativo e promosse una vasta persecuzione contro i Cristiani, nei quali vedeva un ostacolo all'attuazione del suo programma di restaurazione: con un editto del 250 stabilì per ogni cittadino l'obbligo di una pubblica offerta agli dei nazionali. Tra le vittime della persecuzione fu anche il papa Fabiano. Nel 251 Decio dovette affrontare una grande offensiva dei Goti sul Danubio: revocò allora gli ordini di persecuzione, ma, tradito da Treboniano Gallo, che presidiava la Mesia, morì combattendo nelle paludi di Abritto.

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