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Dro

comune in provincia di Trento (31 km), 123 m s.m., 27,94 km², 3388 ab. (droensi o droati), patrono: Immacolata Concezione (8 dicembre).

Centro della bassa valle del fiume Sarca. Già stazione romana, nel Medioevo appartenne ai Saiano, che nel sec. XIII cedettero i loro beni ai conti di Arco.§ Da segnalare la medievale torre circolare, detta la Toresela e, a fianco della parrocchiale (sec. XIX), l'ex chiesa di San Sisinio, con portale romanico e campanile a bifore, completato da lanterna e cuspide a bulbo. La chiesa di Sant'Abbondio (sec. XVI) custodisce affreschi coevi e un secentesco altare maggiore scolpito; la chiesa di Sant'Antonio (sec. XVII) conserva statue, pitture e arredi dell'epoca. In località Ceniga, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo (romanica, ma più volte rimaneggiata) conserva il portale e il campanile originari.§ L'economia si basa sull'agricoltura, che produce cereali, foraggi, olive, uva e susine, l'allevamento bovino e l'industria, che opera nei settori alimentare (miele), enologico (rinomato il vin santo), meccanico (produzione di parti in legno per armi da fuoco), metalmeccanico (macchine utensili), estrattivo (marmo), edile e del legno. Turismo naturalistico in espansione per la vicinanza dell'area di interesse geologico delle marocche.§ Un interessante progetto di archeologia industriale mira a trasformare la centrale idroelettrica di Fies (primi anni del sec. XX e in gran parte dismessa) in un laboratorio teatrale di risonanza nazionale. In estate vi si svolge il festival teatrale Drodesera.

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