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Ensor, James

pittore e incisore belga (Ostenda 1860-1949). Frequentò l'Accademia di Bruxelles (1877-80), facendo quindi ritorno a Ostenda. La prima fase pittorica di Ensor, definita “periodo scuro” (1880-85), è caratterizzata da immagini d'interni piccolo-borghesi, pervasi da una penombra di sapore intimista e crepuscolare e ricchi di riferimenti a Rembrandt e Vermeer (Pomeriggio a Ostenda, 1881, Anversa, Musée Royal des Beaux-Arts). Dopo il 1885 l'interesse per l'esperienza impressionista contribuì a rischiarare le sue immagini, ma nel senso d'una luminosità innaturale e come fiabesca, che dissolve le forme in una fluidità cromatica vicina al simbolismo (Carnevale sulla spiaggia, 1887, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts). Maschere, scheletri, spettri e demoni popolano la sua pittura, in cui riappare il vigore grottesco di Bosch. L'entrata del Cristo a Bruxelles (1888; dell'opera esistono diverse repliche) è il segno più alto del pittore visionnaire: i colori sono puri e dissonanti, anticipazione delle nuove correnti che domineranno la pittura a cavallo tra l'Otto e il Novecento, mentre le sue allucinanti pantomime continuano un discorso di feroce umorismo sull'ossessionante dramma della vita umana (La vecchia delle maschere, L'intrigo, 1890 , Le strane maschere, 1892). Verso la fine del secolo la ricerca di un nuovo linguaggio, di nuovi stili, di un ritorno “naturalistico”, di un grottesco voluto e in sé compiaciuto su temi ormai definitivamente acquisiti, indebolì la sua vena. Importante è la sua produzione grafica e famose sono le serie di acqueforti e puntesecche eseguite fra il 1886 (anno della nota Cattedrale) e il 1889, in cui spesso sono ripresi e talvolta anticipati motivi delle sue pitture.

Bibliografia

P. Haesaerts, James Ensor, Milano, 1959; H. De France, James Ensor, Bruxelles, 1960; R. Croquez, Ensor en son temps, Ostenda, 1970; E. Cluny, Ensor peintre visionnaire, Parigi, 1986.

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