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Escher, Maurits Cornelis

pittore e incisore olandese (Leeuwarden 1898-Laren 1972). Dopo gli studi artistici e dopo aver raggiunto una certa esperienza nel disegno e nell'incisione del legno, partì per un viaggio in Spagna e in Italia; qui, attratto dalle architetture mediterranee e dagli ornamenti moreschi per la loro "ricchezza ornamentale" e per "la prodigiosa complessità, nonché per la concezione matematica", li riprodurrà nelle sue opere facendoli diventare motivi a geometrie interconnesse che si modificano gradualmente in forme differenti. Escher è infatti conosciuto principalmente per le sue architetture impossibili e per aver sperimentato fino in fondo l'esplorazione delle possibilità della rappresentazione stessa tramite assurde fughe prospettiche, prospettive illusorie e strutture tridimensionali impossibili. Negli anni Quaranta si concentrò sulle immagini interiori tralasciando la rappresentazione della natura. Escher si avvalse nelle sue litografie e nei suoi dipinti di illusioni spaziali (Relatività, 1953), di metamorfosi (Rettili, 1943) e di serie infinite (Cerchio-limite III, 1959). Nel 1954 fu allestita una mostra di sue opere allo Stedelijk Museum di Amsterdam in occasione del Congresso Internazionale di Matematica per l'apprezzamento nell'uso di distorsioni geometriche e interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza da parte di scienziati, matematici e logici. La sua opera è spesso utilizzata per illustrare testi scientifici concernenti matematica, geologia, fisica e soprattutto psicologia della percezione.