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Fèrla

comune in provincia di Siracusa (44 km), 556 m s.m., 24,77 km², 2760 ab. (ferlesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro situato sul versante orientale dei monti Iblei, deve il suo nome a una pianta che cresce rigogliosa nella alta valle del fiume Anapo, la ferula. Già esistente in epoca normanna, alla fine del sec. XIII fu possesso di Francesco Pallavicino. Fu poi dominio dei Moncada, dei Rua e di Pietro Tarallo di Palermo (sec. XVIII). Venne ricostruito dopo il sisma del 1693 con pianta ortogonale.§ Resti di matrice islamica, riconoscibili nell'articolato sistema di vicoli e cortili, sussistono nella zona S dell'abitato. Sulla piazza San Sebastiano prospettano tre belle chiese settecentesche: la chiesa madre, dedicata a San Giacomo Apostolo e preceduta da un ampio terrazzo, la chiesa del Carmine e quella di San Sebastiano, ricostruita sul luogo di una chiesa quattrocentesca, che conserva una statua del santo (1530) in legno d'arancio. La settecentesca chiesa di Sant'Antonio Abate presenta una movimentata facciata, a due ordini, con cella campanaria e grande orologio, e l'interno a croce greca, con cupola ottagonale adorna di stucchi e affrescata da Giuseppe Crestadoro.§ L'economia si basa sull'agricoltura, che produce cereali, agrumi, olive e uva da vino, sull'allevamento di ovini e bovini e sull'artigianato del legno e del ferro.

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