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Falèrna

comune in provincia di Catanzaro (72 km), 550 m s.m., 23,85 km², 3602 ab. (falernesi), patrono: san Tommaso d'Aquino (7 marzo e 8 settembre).

Centro situato sulle pendici occidentali del monte Mancuso, tra la valle del fiume Savuto e la piana di Sant'Eufemia. Casale di Castiglione Marittimo e sede di un castello in età normanna, sorse ai primi del Seicento per volontà dei D'Aquino, che intesero dare ai loro feudi un assetto più razionale e redditizio, e accolse famiglie provenienti dai paesi vicini. Secondo la tradizione prese il nome dal falerno, vino noto fin dall'età romana e qui un tempo prodotto. Divenne comune autonomo nel 1811, assorbendo anche il territorio di Castiglione.§ Sussistono resti romani nelle località Schipani e Pian delle Vigne, mentre in località Castiglione Marittimo sopravvivono parti del castello del sec. XI (arco d'ingresso e torre) e delle fortificazioni medievali di Castel Leone. In contrada Campodorato rimangono i resti del monastero di San Nicolò, come alcuni tratti del portale e un affresco quattrocentesco.§ L'economia si basa sulla coltivazione di olivi, alberi da frutto, ortaggi e viti (con produzione dei pregiati lamezia e scavigna DOC). È notevole il flusso turistico sulla fascia costiera.

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