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Fara Novarése

comune in provincia di Novara (19 km), 210 m s.m., 9,35 km², 2115 ab. (faresi), patrono: san Damiano (12 febbraio).

Centro dell'alta pianura novarese, situato alla sinistra del fiume Sesia. Sorto probabilmente nel Medioevo come borgo feudale longobardo (fara, in lingua germanica), è ricordato per la prima volta in un documento del 955. Fu possesso dei vescovi di Novara; nel 1154 passò a Milano. Seguì poi le vicende del feudo episcopale di Vespolate, subendo nel corso dei secoli due saccheggi: il primo nel 1356 a opera delle milizie viscontee, il secondo nel 1653 da parte dei soldati francesi. Divenuto feudo dei marchesi Serafini di Piacenza (1660), fu da essi tenuto fino al 1715.Sulla collina, dove sorgeva l'antico abitato, si trova l'oratorio di San Pietro, con affreschi absidali del sec. XV.§ L'agricoltura produce uva (dal vitigno nebbiolo si producono i rinomati vini rossi DOC gattinara, ghemme, fara, lessona e vino dei Ronchi), frutta, cereali, ortaggi e foraggi per l'allevamento bovino. L'industria opera nei settori tessile e dell'abbigliamento.

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