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Filadèlfia (Vibo Valentia)

comune in provincia di Vibo Valentia (25 km), 570 m s.m., 30,48 km², 6283 ab. (filadelfiesi o filadelfini), patrono: santa Barbara (1 e 2 settembre) e san Teodoro (9 novembre).

Centro del versante tirrenico delle Serre, situato nei pressi del lago dell'Angitola. Sorse in seguito alla distruzione, a causa del terremoto del 1783, del vicino paese di Castel Monardo, di origini altomedievali. Nel 1870 fu epicentro di un moto insurrezionale ispirato dal mazziniano Giuseppe Giampà di Girifalco.§ L'abitato, ricostruito alla fine del sec. XVIII secondo un preciso progetto urbanistico, ispirato al castrum romano, presenta una pianta a croce greca in cui le due vie principali si intersecano in corrispondenza di una grande piazza centrale. Nella chiesa del Carmine si conservano un pulpito ligneo riccamente decorato e la statua marmorea della Madonna della Croce, opera di G. B. Mazzolo (sec. XVI).§ Nell'agricoltura dominano le coltivazioni di viti e olivi; il ricco patrimonio forestale (castagni e querce) alimenta il commercio e la lavorazione del legname. Attività artigiane sono presenti nei settori alimentare (oleifici), meccanico, edile e tessile (lana e seta lavorate con telai a mano).§ Fuori dall'abitato sono i resti del convento di Santa Maria della Croce, eretto nel 1420 e distrutto dai terremoti.

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