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Lamèzia Tèrme

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comune in provincia di Catanzaro (38 km), 216 m s.m., 160,24 km², 70.555 ab. secondo una stima del 2007 (lametini), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Generalità

Centro situato tra il margine settentrionale della piana di Sant'Eufemia e le estreme propaggini della Sila Piccola. Fu costituito nel 1968 con l'unione dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia. Il nome riprende quello antico di Lametia, città enotria (sec. VI-V a. C.), che si vuole sorgesse nella piana di Sant'Eufemia. È sede vescovile.

Storia

Nicastro sorse in età bizantina (sec. IX) col nome di Neócastron (in latino Neocastrum, “castello nuovo”) e prosperò sotto i Normanni e gli Svevi. Federico II ne rafforzò il castello, tenendovi prigioniero il figlio ribelle Enrico. Fu città regia sotto gli Angioini, poi feudo dei Caracciolo fino all'inizio del sec. XVII, quando passò in eredità ai D'Aquino e quindi al demanio regio. Danneggiata dal terremoto nel 1638, fu gravemente colpita nel 1792 dalla piena del torrente Piazza e della fiumara Nicastro. Nel 1799 il popolo, rimasto fedele ai Borbone, massacrò la nobiltà repubblicana. In seguito la città prese parte attiva ai moti risorgimentali. Sambiase sorse nel sec. X, venendo poi quasi distrutta da un terremoto nel sec. XV. Compresa nel feudo di Nicastro, ne seguì le vicende. Sant'Eufemia Lamezia ebbe origine da un villaggio di bonifica nel 1935 e prese il nome dal preesistente centro di Sant'Eufemia Vecchia, sorto intorno all'omonima abbazia benedettina (fatta costruire nel 1062 da Roberto il Guiscardo e divenuta poi sede dei Cavalieri di Malta) e distrutto dal terremoto del 1638.

Arte

Il nucleo antico di Nicastro è dominato dai ruderi del castello svevo, costruito su un preesistente fortilizio normanno; restaurato dai Caracciolo, subì gravi danni durante i terremoti del 1638 e 1783. La cattedrale di San Pietro e Paolo (1640) ha una maestosa facciata a tre portali, con otto coppie di semicolonne che sostengono una balaustrata; conserva una pregevole acquasantiera in marmo verde di Calabria (sec. XVIII) e preziosi arredi e intagli lignei dei sec. XVII-XVIII. La chiesa di San Domenico, fondata nel 1650 e completata nel 1781 con facciata neoclassica, è abbellita all'interno da una preziosa decorazione barocca e da affreschi nella volta. Una scenografica scalinata precede la chiesa di Santa Caterina, costruita nel sec. XVIII su un precedente edificio. La chiesa dei Cappuccini custodisce, tra gli altri oggetti d'arte, una tela dell'Immacolata di Andrea Cefaly (fine sec. XIX) e un pregevole ciborio ligneo intarsiato (1742). Sui resti di un monastero basiliano sorge il Palazzo del Seminario vescovile, sede del Museo Diocesano, dove si conserva, tra le altre opere d'arte, una statua della Madonna delle Grazie attribuita a Domenico Gagini (sec. XV). La parrocchiale di San Pancrazio, a Sambiase, presenta un interno secentesco con decorazioni barocche a stucco. Da segnalare, infine, il bastione dei Cavalieri di Malta, a Sant'Eufemia Vetere, una massiccia torre di difesa (sec. XVI), e altre torri costiere di avvistamento.

Musei

Molto interessante è il Museo Archeologico Lametino, che raccoglie reperti provenienti dagli scavi effettuati nel territorio o da collezioni private. Nella frazione di Sambiase ha sede l'Ecomuseo – Luogo della Memoria, che comprende tre sezioni: una dedicata alla vita familiare, una alla lavorazione del vino e dell'olio e una alle botteghe artigianali. In quest'ultima sezione è stato ricostruito un antico laboratorio tessile con telai funzionanti.

Economia

Di rilievo è l'agricoltura, che produce olive, uva da vino (lamezia DOC), ortaggi e frutta, in particolare agrumi; sono sviluppati il florovivaismo e l'allevamento (ovini, caprini, suini e bufali). Lamezia è anche uno dei più importanti poli industriali della Calabria, attivo nei settori alimentare (frantoi e conservifici), metallurgico, meccanico, chimico, edile, delle materie plastiche e dei materiali da costruzione. Il miglioramento delle vie di comunicazione e la realizzazione dell'unico aeroporto internazionale della Calabria hanno dato impulso al commercio e hanno rafforzato lo sviluppo turistico della città, meta di turismo balneare, escursionistico e termale. Sopravvive un artigianato di qualità: lavorazione del vetro, del marmo, del legno (mobili), della ceramica (utensili in argilla rossa), di prodotti dolciari e di stoffe di lana e cotone, create con telai a mano.

Curiosità e dintorni

La Fieragricola, di antiche origini, si svolge a Sambiase dal 30 gennaio al 4 febbraio. In località Terravecchia sono i resti del grande monastero benedettino di Sant'Eufemia.A Sambiase sgorgano le sorgenti di Caronte (acqua calda sulfurea-solfato-alcalino-terrosa), note fin dall'antichità e che alimentano uno stabilimento termale.