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Fridman, Aleksandre Aleksandrovič

matematico e cosmologo russo (San Pietroburgo 1888-Leningrado 1925); durante l'assedio di Pietrogrado, nel 1917, appena venne a conoscenza della teoria della relatività generale di Einstein effettuò gli studi di cosmologia che lo portarono a definire i modelli di Universo che portano il suo nome e sono fondamentali nella cosmologia moderna. Fridman studiò matematica nell'Università di San Pietroburgo, dove si laureò e divenne docente specializzandosi in meteorologia teorica. Arruolatosi nell'aviazione russa, prestò servizio nella prima guerra mondiale come meteorologo, effettuando anche, per il suo incarico, molti voli nel territorio nemico. Fu decorato con la Croce di San Giorgio per un'azione eroica durante un volo. Legato alla sinistra sin dai tempi degli studi, partecipò alla Rivoluzione di ottobre con i bolscevichi. Divenne professore all'Università di Perm, da cui dovette fuggire quando la città fu occupata dai russi bianchi. Prima di tornare a Pietrogrado, riorganizzò l'Università di Perm. Fu poi incaricato di effettuare osservazioni meteorologiche su tutta l'Unione Sovietica. Morì a 37 anni, di tifo, secondo le biografie ufficiali, di polmonite presa in una ascensione con un pallone aerostatico, secondo il suo allievo G. Gamow. Dal 1954 si occupò anche di biologia molecolare.

Gli Universi di Fridman

I modelli di Universo di Fridman sono le descrizioni matematiche di vari tipi possibili in base alle equazioni della relatività generale di A. Einstein. Poiché le equazioni di Einstein implicavano un Universo in espansione, Einstein introdusse nel suo modello una costante, detta cosmologica, per far sì che esse descrivessero quello che egli riteneva l'Universo reale, cioè un Universo statico. Nella descrizione di Fridman non è necessario introdurre la costante cosmologica, perché il cosmologo russo trovò che le equazioni portavano a tre classi di universi: quella degli universi aperti, originati da una singolarità iniziale, quella che poi sarà chiamata big bang, che si espandono per sempre; quella degli universi chiusi, originati da una singolarità iniziale, che si espandono sino a un certo punto, sempre rallentando la velocità di espansione e poi tornano indietro per cadere in un big crunch, cioè collassare in un'altra singolarità. La terza classe è quella degli universi piatti, esattamente al punto di demarcazione tra gli universi aperti e gli universi chiusi. Sono anche possibili universi che continuano a oscillare ripetutamente tra big bang e big crunch. Le osservazioni effettuate all'inizio del sec. XXI portano a ritenere che il nostro Universo sia un Universo piatto. Tuttavia, altre osservazioni mostrano che l'Universo anziché ridurre la propria velocità di espansione sembra aumentarla, fatto che fa ritenere ad alcuni cosmologi necessaria l'introduzione di una costante cosmologica, peraltro ripudiata da Einstein al momento della scoperta che il nostro Universo non è statico, ma in espansione. Fridman elaborò i suoi modelli di universo in espansione nel 1917 e pubblicò il suo articolo nel 1922, solo dopo che, ripetutamente sollecitato, Einstein non ebbe confermato che il lavoro era corretto. Gli stessi risultati di Fridman furono raggiunti, indipendentemente, da G. Lemaître e vennero pubblicati nel 1927, due anni dopo la morte di Fridman.