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Gandhi, Indira

statista indiana (Allahabad 1917-Nuova Delhi 1984). Figlia di Nehru, attiva dal 1938 nel Congresso Nazionale Indiano (o Partito del Congresso), divenne nel 1966 primo ministro. Il suo compito si presentò particolarmente difficile perché, oltre ai tradizionali, gravi problemi indiani, dovette affrontare crescenti opposizioni all'interno del suo stesso partito. Questo stato di cose esplose in aperta lotta nel 1969; il Partito del Congresso si scisse e i sostenitori di Indira Gandhi costituirono una nuova formazione politica (Nuovo Congresso) più aperta alle riforme sociali. Questa ottenne la maggioranza assoluta alle elezioni del 1971; pochi mesi dopo la posizione politica di Indira Gandhi si rafforzò ulteriormente con la vittoriosa campagna militare contro il Pakistan a favore del Bangladesh: ma l'opposizione riuscì a coalizzare contro Indira Gandhi anche le frange della sinistra radicale. Sconfitta alle elezioni del 1977 ed emarginata dalla scena politica, riuscì tuttavia, come leader di un nuovo Partito del Congresso “I” (dall'iniziale del suo nome), a riconquistare il potere nel gennaio 1980 e ad ottenere la successiva rielezione a primo ministro. Permanevano peraltro gravissime tensioni interne e spinte autonomistiche; nel 1984 Indira Gandhi veniva uccisa dalle sue guardie del corpo, appartenenti ai Sikh.

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