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Gattilùsio

nobile famiglia genovese della quale si hanno sicure notizie dagli inizi del sec. XIII. Vassallo fu nel 1212 console e Luchetto, noto trovatore, fu nel 1266 ambasciatore presso papa Clemente IV, e nel 1272 podestà di Bologna, ma il membro più importante della famiglia fu Francesco. Cinque Gattilusio, col titolo di principi, dal 1355 al 1462 tennero l'isola, ricavandone lauti proventi, e uno di essi, Dorino (m. 1455) ebbe in feudo anche le isole di Lemno e di Taso. Caduta Costantinopoli (1453), le sorti dei Gattilusio cambiarono; Maometto II attaccò Lesbo, accusando Domenico (m. 1458) di dare rifugio ai corsari catalani. Fallito il primo tentativo di conquistare l'isola, il sultano tornò all'attacco, questa volta con successo (1455-56): fece prigioniero Nicolò (m. 1462), succeduto a Domenico, lo condusse a Costantinopoli e qui lo fece assassinare. Un ramo della famiglia con Nicolò, fratello di Francesco, si era stabilito in Tracia dove a Eno impiantò un fiorente commercio di sale. Palamede (1409-1455) ottenne dall'Impero le isole di Imbro e di Samotracia; ma nel 1456 Dorino II venne privato di ogni possesso da Maometto II. In questo modo la fortuna dei Gattilusio in Oriente terminò.

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