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Gavi

comune in provincia di Alessandria (34 km), 233 m s.m., 50,90 km², 4506 ab. (gaviesi), patrono: san Giacomo (25 luglio).

Centro posto nella valle alla destra del torrente Lemme. Citato in un documento del 973 come possesso degli Obertenghi, ebbe come signori propri i marchesi di Gavi; per la posizione commercialmente strategica si trovò spesso al centro di contese. Nel 1202 passò alla Repubblica di Genova, alla quale rimase fino al 1815, tranne brevi domini dei Visconti, dei Guasco e dei Fregoso.§ La cittadina è raggruppata attorno all'antica chiesa romanica di San Giacomo (anteriore al 1172), alterata e manomessa nei sec. XIII-XIV e XVIII, e ripristinata a partire dal 1957 nelle forme originali in pietra arenaria; l'interno conserva tavole pregevoli di maestri genovesi e di Gandolfino d'Asti. Nelle mura, che in parte circondano l'abitato, è il “Portino”, una caratteristica porta turrita del sec. XIII. Il forte, che domina dall'alto del colle, fu eretto dai genovesi tra i sec. XVI-XVII su un edificio del sec. XII.§ L'agricoltura, oltre a cereali e foraggi per l'allevamento bovino, produce soprattutto uva pregiata, cui si collega la produzione, in numerose aziende locali, di gavi, cortese DOC e spumante. L'industria opera nei settori dei serramenti, degli imballaggi, delle materie plastiche, delle carpenterie e dell'abbigliamento (filati, calze e maglierie). Aziende artigianali offrono prodotti tipici (ravioli, amaretti, canestrelli e miele).

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