Questo sito contribuisce alla audience di

Ghana (Stato)

Guarda l'indice

(Republic of Ghana). Stato dell'Africa occidentale (238.533 km²). Capitale: Accra. Divisione amministrativa: regioni (10). Popolazione: 22.470.000 ab. (stima 2008). Lingua: inglese (ufficiale), lingue kwa (twi e fanti), gur (môre e dagomba). Religione: protestanti 23,7%, musulmani 20,1%, cattolici 12,2%, altri cristiani 15,9%, animisti/credenze tradizionali 21,5%, altri 6,6%. Unità monetaria: cedi (100 pesewas). Indice di sviluppo umano: 0,533 (142° posto). Confini: Burkina Faso (N), Togo (E), oceano Atlantico (golfo di Guinea) (S), Costa d'Avorio (W). Membro di: CEDEAO, Commonwealth, ONU, UA e WTO, associato UE..

Generalità

Ubicato nella sezione centrale dell'area guineana, si affaccia al golfo di Guinea con quella Costa d'Oro che in epoca coloniale diede il nome all'intero Paese. Primo fra tutti gli Stati dell'Africa Nera a conquistare l'indipendenza, il Ghana ha assunto il nome di un grande e potente impero africano, anche se non vi è coincidenza territoriale tra l'antico e il moderno Ghana (quest'ultimo, tra l'altro, ha anche inglobato il Togo britannico). Il suo territorio presenta ambienti differenti: dalla foresta pluviale alle steppe saheliane. La disponibilità energetica, offerta dall'opera di regolazione del fiume Volta con la creazione dell'omonimo lago artificiale, ha permesso lo sviluppo dell'agricoltura intensiva e dell'industria. Le alterne vicende politiche, seguite alla fase di decolonizzazione, hanno portato il Paese al dissesto economico. A cavallo del sec. XXI il Ghana ha accentuato i programmi di privatizzazione dell'apparato produttivo e avviato un piano di modernizzazione che coinvolge anche i servizi; resta comunque il Paese dell'area meglio collocato nella graduatoria mondiale dello sviluppo umano.

Lo Stato

Indipendente dal 1957, il Ghana divenne una Repubblica già nel 1960. La Costituzione del 1992, che sostituisce quella varata nel 1979, prevede l'abolizione del partito unico e riserva al presidente della Repubblica, eletto per 4 anni a suffragio diretto e rieleggibile una sola volta, la guida dell'esecutivo. L'Assemblea nazionale è composta da membri eletti per 4 anni. Al vertice dell'ordinamento giudiziario vi è la Corte superiore di giustizia: essa comprende la Corte suprema, la Corte d'appello e l'Alta Corte di giustizia, che si occupa delle questioni civili e penali. Nel Paese è ancora in vigore la pena di morte, ma le esecuzioni non hanno luogo dal 1993. La difesa del Ghana è affidata alle forze armate, divise nelle tre armi tradizionali, accanto a queste lavora la milizia popolare, un'organizzazione paramilitare. Durante i sec. XVIII e XIX vari ordini missionari fondarono scuole sulla costa e all'interno, ma l'istruzione ebbe un rapido sviluppo solo dopo la seconda guerra mondiale. L'istruzione è gratuita e obbligatoria dai 6 ai 16 anni di età. La scuola primaria dura 6 anni, ai quali seguono due cicli di scuola secondaria, un primo ciclo di 3 anni, che conclude l'obbligo scolastico, e un secondo di 3 anni. Secondo stime ufficiali, nel 2007 la percentuale di analfabeti era del 35%. Per l'istruzione superiore vi sono vari istituti e numerose università, tra le quali ricordiamo le più importanti: quella del Ghana (Accra, 1948), quella tecnica di Kumasi (1961) e quella di Cape Coast (1962).

Territorio: morfologia

Il territorio del Ghana corrisponde in gran parte alla sezione inferiore del bacino del fiume Volta, spingendosi a S fino al golfo di Guinea, sul quale prospetta per 550 km con una costa bassa e sabbiosa, a larghe falcature, la cui estrema cuspide meridionale è segnata dal Cape Three Points (Capo Tre Punte). Prevalgono morfologicamente le distese pianeggianti o leggermente ondulate, alte in media 300-400 m, ma che si deprimono al centro in corrispondenza dell'ampia conca voltaica; il terreno si rialza nell'altopiano di Kwahu (monte Kwamisa, 735 m; monte Akwawa, 788 m), che si allunga nel Ghana meridionale con direzione NW-SE sino al corso del Volta, al di là del quale le propaggini dei monti del Togo toccano nel monte Djebobo gli 876 metri. Il Paese poggia su un imbasamento precambriano di graniti, gneiss, scisti cristallini, che talora emergono in isolati Inselberge, ma spesso sono ricoperti da strati sedimentari paleozoici di arenarie e conglomerati. Nella sezione meridionale del Paese si hanno formazioni più recenti (mesozoiche e cenozoiche) e, in corrispondenza delle foci fluviali, terreni alluvionali del Neozoico.

Territorio: idrografia

Idrograficamente quasi tutto il Ghana tributa all'Oceano Atlantico tramite il fiume Volta, che nasce nel Burkina Faso con due principali rami sorgentiferi, il Volta Bianco e il Volta Nero, ed è arricchito da cospicui apporti, specie da quelli dell'Oti. Il Volta, che è, dopo il Niger, il principale corso d'acqua dell'area guineana, presenta un regime molto incostante, con inondazioni anche disastrose all'epoca delle grandi piogge; il regime è stato però in parte normalizzato con la costruzione della diga di Akosombo, che ha dato origine al lago Volta, il più ampio bacino artificiale della Terra, di 8482 km². Tra gli altri e assai meno rilevanti fiumi del Ghana sono, da W a E, il Tano, l'Ankobra e il Pra, che traggono origine dall'altopiano di Kwahu; sono navigabili, ma le barre sabbiose che ne ostruiscono la foce li rendono scarsamente utilizzabili come vie di comunicazione.

Territorio: clima

Data la latitudine del Paese, il clima è di tipo subequatoriale, con precipitazioni più elevate e minori sbalzi termici annuali, nella sezione meridionale, mentre è di tipo tropicale, caldo e asciutto, nel Nord del Paese. Esercita un'azione determinante sulle condizioni climatiche del Ghana l'alterno influsso tra le masse d'aria continentali di NE, calde e asciutte (spira sin qui d'inverno l'harmattan, vento secco e torrido proveniente dal Sahara) e quelle umide e relativamente più fresche apportate d'estate dal monsone atlantico di SW. Le temperature sono peraltro sempre elevate in tutto il Paese, oscillando le medie annuali tra i 26 e i 29 ºC; gli eccessi termici sono in certa misura mitigati dal mare, mentre i massimi assoluti si registrano nell'interno. Tamale, per esempio, situata nel Ghana centrosettentrionale, ha medie, nel mese più caldo, di 33 ºC, con massimi assoluti di 41-42 ºC, mentre sulla costa le medie, sempre nel mese più caldo (aprile o maggio), sono di 29 ºC. La piovosità è propria del semestre estivo, pur presentando diversi regimi secondo la latitudine. Nella fascia costiera si hanno le grandi piogge (da marzo a luglio) e quelle piccole (da settembre a novembre), inframmezzate da due periodi asciutti; procedendo verso l'interno si abbrevia il periodo di intervallo tra le piccole e le grandi piogge, sino ad arrivare alla contrapposizione – tipica dell'area sudanese – tra stagione piovosa, da marzo a ottobre, e stagione asciutta, da novembre a febbraio. Anche la quantità delle precipitazioni varia notevolmente in rapporto alla latitudine (nonché in relazione all'altezza e alla disposizione del rilievo). I valori più elevati si registrano nella regione costiera a W di Cape Three Points, dove si superano i 2000 mm annui (2488 ad Axim); essi decrescono sia nella sezione orientale, più protetta, del litorale (1230 mm ad Accra), sia nell'interno, mantenendosi però, anche ai limiti settentrionali, al di sopra dei 1000 mm (1163 mm a Tamale).

Territorio: geografia umana

A causa dell'attrazione demografica esercitata dalle moderne attività commerciali, la maggior parte della popolazione vive nella parte meridionale del Paese. Ancor prima dell'epoca coloniale, però, tale regione era ben popolata, specie in seguito all'insediamento degli akan, genti di stirpe sudanese giunte dal Nord in successive ondate, l'ultima e più imponente delle quali fu la migrazione, nel sec. XVI, delle tribù degli Ashanti, che sottomisero rapidamente le residuali popolazioni autoctone, a carattere pigmoide. Poco si sa, peraltro, circa la passata consistenza numerica della popolazione, ridotta drasticamente da una spietata tratta degli schiavi, che portò a un'autentica fuga dall'area costiera, dove già nel sec. XV erano sorte basi commerciali portoghesi. Il censimento del 1921 diede un totale, per l'attuale Ghana, di 2,3 milioni di ab., passati dieci anni dopo a 3,1 milioni, con un incremento annuale del 3,2%. Per molti anni il Ghana ha esercitato un allettante richiamo per le popolazioni di Stati vicini più poveri (Burkina Faso, Togo, Niger) ed è stato meta di un consistente movimento immigratorio; successivamente si è registrata un'inversione di tendenza e sono diventati più massicci i flussi in uscita, in particolare verso la Nigeria interessata dal boom petrolifero. Nei primi anni Ottanta, in seguito alla caduta delle vendite del petrolio, la Nigeria ha espulso oltre un milione di lavoratori del Ghana , che – rientrati in patria – hanno creato gravi problemi occupazionali. Sotto il profilo etnico, stirpe fondamentale è quella sudanese, ripartita in numerosi ceppi, spesso ancora in contrasto tra loro, perché ciascuno ha mantenuto la propria individualità malgrado la politica di unificazione condotta dal governo. Gli akan, suddivisi in varie tribù, sono il gruppo più numeroso (49,1%) e occupano l'ampia sezione centrale e sudoccidentale del Paese, all'incirca tra il corso del Volta Nero, la sponda occidentale del lago Volta e la costa. Seguono i mole dagbani (16,5%), stanziati, al pari dei guang e dei gourma (3,4%), nel Ghana settentrionale, quindi gli ewe (12,7%) nelle regioni orientali, animati da spinte separatistiche, e i ga-adanbe (o ga-adangme, 8%); vi è anche una piccola percentuale di yoruba 1,6%); gli altri gruppi sono l'8,7% della popolazione. La densità ammonta a 94 ab./km². La penetrazione coloniale ha particolarmente interessato la regione costiera, apportandovi fondamentali trasformazioni, anche di costume, e attivando un processo di urbanizzazione che, in misura più o meno rilevante, investe tutto il Paese: basti considerare che mentre nel 1921 solo il 7,9% della popolazione era classificato come urbano, al censimento del 1960 su un totale di 6,7 milioni di ab., 1,5 milioni vivevano nelle città, pari al 23,1%; tale percentuale nel 2000 saliva al 38,4%, mentre nel 2005 era già quasi la metà. Un'autentica “esplosione” demografica ha caratterizzato la capitale, che ospitava nel suo agglomerato urbano 1.696.170 ab. nel 1991 (erano 20.000 nel 1911); secondo il censimento del 2000 l'area metropolitana ospitava ormai quasi 3 milioni di persone. Risulta perciò una delle maggiori città africane, ricca di attività commerciali, finanziarie, industriali e culturali. Alla vecchia struttura di stampo coloniale, Accra ha aggiunto numerosi moderni edifici di derivazione nettamente occidentale, che le conferiscono un aspetto pressoché unico nell'Africa guineana. Lo scalo marittimo di Accra sorge a Tema, centro di recente sviluppo ma già ricco di attività industriali (in particolare, impianti per la produzione di alluminio). Kumasi è la seconda città del Ghana , ma la prima per importanza storica, culturale e artistica (è qui la culla di quella mirabile arte orafa e della lavorazione in genere dei metalli in cui gli Ashanti furono maestri); si tratta del maggiore centro dell'interno e del principale nodo di comunicazione del Paese, con un'economia basata largamente sulla raccolta e il commercio del cacao, che ha nell'Ashanti la più ricca area del mondo. Oltre alla capitale, si affacciano al golfo di Guinea Cape Coast, antico possedimento britannico, e Sekondi-Takoradi, sbocco dell'Ashanti e principale porto del Paese. Tra le città dell'interno si segnalano Koforidua, grosso centro della fascia forestale, Tamale, importante nodo stradale tra il Nord e il Sud del Ghana , Bolgatanga, capoluogo della Regione Superiore Orientale, quasi al confine con il Burkina Faso.

Territorio: ambiente

La vegetazione è rigogliosa in tutto il Paese, ma le sue caratteristiche variano sensibilmente in rapporto alle diverse condizioni climatiche. Superata la costa, dove predomina la savana caratterizzata da piante xerofite con arbusti, erbe basse e cespugli, si stende fino ai primi gradini dell'altopiano la foresta pluviale, ricca di essenze varie e piante sempreverdi, per poi lasciare spazio alla foresta umida a foglie caduche. Le sezioni centrali e settentrionali del Paese sono occupate dalla savana, arborea o erbacea, in cui si alternano piante a foglie decidue e praterie. La fauna, concentrata all'interno dei sette parchi nazionali e delle altre aree protette (che occupano il 15,8% del territorio), è formata da elefanti, antilopi, primati, varie specie di uccelli e farfalle, e, lungo il corso dei fiumi, ippopotami e coccodrilli. Nella parte nordoccidentale del lago Volta si estende il più celebre e importante parco nazionale del Ghana , la Mole Game Riserve, dentro al quale vivono, fra gli altri animali, anche leoni, leopardi e molte specie di uccelli. Il manto forestale, in larghi tratti ormai sostituito da piantagioni di cacao, caffé, banani e palme da olio, è oggi colpito anche da un forte deforestazione volta all'ottenimento di legname da combustione. A questo problema bisogna poi aggiungere la desertificazione del suolo che colpisce soprattutto la zona NW del Paese.

Economia: generalità

Al momento dell'indipendenza il Ghana aveva un'economia abbastanza florida, anche se naturalmente d'impostazione coloniale. Nell'intento di sottrarsi a possibili vincoli di diretta o indiretta soggezione da parte delle potenze capitalistiche, il nuovo governo assunse un indirizzo politico ed economico di decisa ispirazione marxista; il governo investì moltissimo sulla produzione del cacao, ritenuto a quel tempo un prodotto strategico, tuttavia la caduta del prezzo di questa coltura a livello mondiale, l'impreparazione tecnica della nuova classe dirigente, lo sperpero di denaro pubblico per opere improduttive o comunque per la realizzazione di progetti faraonici (tra i quali si può porre in un certo senso la pur magnifica diga di Akosombo, grazie alla quale il Ghana ha avuto una disponibilità energetica persino eccedente le effettive necessità locali), la repentina nazionalizzazione delle imprese create e ben condotte dagli inglesi e vari altri errori portarono al crollo del regime socialista. Dalla metà degli anni Sessanta del Novecento fino agli anni Ottanta il Paese visse una profonda crisi economica, superata solo in parte grazie agli aiuti internazionali. Negli anni Novanta il Ghana dipendeva ancora in notevole misura dalla monocoltura del cacao, non aveva raggiunto un'adeguata industrializzazione, malgrado le attività manifatturiere ricoprissero un ruolo meno marginale che in altri Paesi del continente. Il governo cercò quindi di seguire una via pragmatica, conciliando le esigenze di una struttura produttiva che aveva stretti vincoli con il mondo capitalista con l'impegno di non arrestare gli sviluppi in senso socialista del Paese. Ne conseguivano positivi risultati economici dovuti all'apertura verso capitali internazionali e a piani di sviluppo governativi, che diedero priorità alle infrastrutture varie, oltre che alla crescente diversificazione delle esportazioni; nonostante questo la bilancia commerciale rimane deficitaria. Nel 2008 il Paese faceva segnare un PIL, piuttosto elevato per il continente africano, di 16.124 ml $ USA e un PIL pro capite di 716 $ USA; il tasso di crescita si mostrava sostenuto ma rimaneva elevata anche l'inflazione.

Economia: agricoltura, foreste, allevamento e pesca

L'agricoltura rimane l'elemento portante dell'economia del Ghana , arativo e colture arborescenti occupano ca. il 25% della superficie territoriale. La maggior parte della popolazione attiva lavora nell'agricoltura e il settore genera ca. il 60% degli introiti delle esportazioni. Le buone condizioni climatiche favoriscono la presenza di molteplici prodotti. Sono localmente consumati i cereali (miglio e sorgo, nel più arido Ghana settentrionale, mais e riso, al Sud), ma soprattutto la manioca. Assai più importanti ai fini commerciali sono però le colture di piantagione, massimamente il cacao, che fu introdotto nel Paese solo nel secolo scorso ed è coltivato soprattutto nell'Ashanti. Seguono le palme da olio e da cocco, che crescono spontanee o vengono coltivate nella fascia costiera, le arachidi, diffuse specialmente nel Nord, il tabacco, il caffè, il cotone, la canna da zucchero, gli agrumi (limoni e aranci), gli ananas e taluni prodotti orticoli come i pomodori. § Le foreste ricoprono tutta la fascia meridionale del Paese e danno essenze pregiate, come il mogano, il cedro ecc.; il settore, che nel 2006 forniva il 5% del PIL, attraversò un momento difficile negli anni Settanta del Novecento quando la produzione calò del 60%; nel primo decennio del Duemila il governo ha intrapreso programmi di riforestazione e ha introdotto divieti di commercializzazione per alcune specie di alberi. § Modesto rimane il ruolo dell'allevamento del bestiame, praticato soprattutto nel Ghana settentrionale; prevalgono gli ovini e i caprini, seguiti dai bovini, che sono stati oggetto di particolari controlli per migliorarne le razze e per prevenire il diffondersi di epidemie un tempo pericolose. § Notevole è, invece, l'apporto della pesca: sia le acque costriere che quelle interne possiedono grandi ricchezze ittiche; è questo un settore che ha registrato una certa modernizzazione tanto nella flotta peschereccia quanto negli impianti conservieri.

Economia: industria e risorse minerarie

Numerose sono le aziende di piccole e medie dimensioni, che operano nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli (oleifici, zuccherifici, impianti per la lavorazione del cacao, birrifici, manifatture di tabacchi ecc.). Esistono anche complessi di rilevanti proporzioni, tra i quali una raffineria di petrolio, alcuni stabilimenti tessili, dei cementifici, una fonderia, un complesso elettrometallurgico per la produzione dell'alluminio, tutti ubicati a Tema, che con l'annesso porto è diventata il principale centro industriale del Paese, in diretta dipendenza dalla centrale del Volta; si hanno inoltre segherie e altri complessi per la lavorazione del legno. § Il Ghana è ricco di risorse minerarie e prima del grande sviluppo della coltura del cacao traeva dal sottosuolo la maggior parte dei propri proventi. Il più importante minerali prezioso è l'oro, la cui estrazione iniziò già nel Quattrocento e su larga scala dal 1860; nel 2005 ne venivano estratti 67.000 kg. Oltre all'oro il Ghana è l'ottavo produttore mondiale di manganese, il quindicesimo di bauxite e il nono di diamanti (ad Akwatia), di cui nel 2005 se ne ricavarono 870.000 carati. Il Paese possiede inoltre giacimenti off-shore di petrolio (scoperti nel 1970); un oleodotto collega il terminal petrolifero di Akosombo alla raffineria di Tema, che soddisfa il 90% del fabbisogno interno di derivati petroliferi. Per quanto riguarda l'energia il Ghana ricorre all'energia idroelettrica per il proprio fabbisogno: sul fiume Volta è in funzione una grande centrale idroelettrica regolata dallo sbarramento presso Akosombo.

Economia: commercio, comunicazioni e turismo

Discretamente attivi sono gli scambi, sia all'interno del Paese sia con l'estero. Si esporta soprattutto il cacao, al quale seguono per importanza il legname, l'oro, i diamanti e il manganese; beni non tradizionali (dalla frutta al mais, all'alluminio) costituiscono comunque oltre il 20% del valore complessivo. Le importazioni riguardano manufatti industriali, macchinari, carburanti, prodotti chimici e generi alimentari; gli scambi si svolgono principalmente con la Sudafrica, Burkina Faso, Paesi Bassi, Svizzera, Nigeria, Cina, Regno Unito e Stati Uniti. § La rete delle comunicazioni, benché sia una delle migliori dell'Africa occidentale, è inadeguata alle attuali esigenze del Paese. La rete ferroviaria (953 km) collega i centri costieri, da Sekondi-Takoradi ad Accra, tra loro e con Kumasi; quella stradale (47.790 km nel 2003 di cui ca. il 18% asfaltati) si spinge invece assai dentro l'interno del territorio e raccorda il Nord e il Sud del Ghana. Efficiente è il sistema portuale, che poggia sui due scali marittimi di Sekondi-Takoradi e di Tema, quest'ultimo particolarmente attrezzato per le importazioni del petrolio e delle altre materie prime destinate all'industria. Un certo sviluppo presentano anche i servizi aerei; Accra è dotata dell'importante aeroporto internazionale di Kotoka; altri aeroporti funzionano a Takoradi, Kumasi, Sunyani e Tamale. § Un importanza crescente, grazie soprattutto agli investimenti effettuati nelle strutture alberghiere sulla costa, riveste il comparto turistico. Nel 2004 si registravano 584.000 ingressi e nel biennio successivo si è avuto un ulteriore aumento degli arrivi (in particolare afroamericani discendenti da schiavi deportati negli USA).

Storia: dalle origini all'indipendenza

Le popolazioni Akan, provenienti dal Nord (per sfuggire forse alla conquista almoravide dell'antico impero del Ghana nel 1076) finirono per stabilirsi in varie date nelle regioni centrali e costiere del Paese. Nel sec. XV i portoghesi raggiunsero il golfo di Guinea e nel 1482 Diogo d'Azambuja eresse sulla Costa d'Oro il castello di S. Giorgio d'Elmina. I secoli successivi videro i portoghesi alle prese con francesi, olandesi, inglesi, danesi, svedesi, tutti impegnati nell'esercizio della tratta degli schiavi. Gli inglesi finirono per prevalere stanziandosi stabilmente sul litorale e assicurandosi l'alleanza delle tribù costiere fanti. Nella regione centrale le tribù ashanti intanto avevano dato vita, verso la fine del sec. XVII, a una vasta e agguerrita Confederazione, che all'inizio del sec. XIX entrò in conflitto con l'Inghilterra e la cui resistenza fu stroncata solo nel 1900. Organizzata come colonia della corona (e come protettorato al Nord), la Costa d'Oro fu zona di partecipazione sempre più attiva dei nativi alla vita politica del territorio (nel 1889 il primo africano entrò nel Consiglio Legislativo, nel 1897 venne creata una Aborigines' Rights Protection Society, nel 1920 un West African National Congress). Dopo la seconda guerra mondiale il Convention People's Party sotto la guida di Kwame Nkrumah portò il Paese prima all'autonomia interna (1954) e poi alla piena indipendenza (6 marzo 1957).

Storia: dal regime di Nkrumah alla svolta democratica

Il nuovo Stato, che assunse il nome di Ghana, entrò a far parte del Commonwealth e mantenne vincoli di unione alla corona britannica fino al 1º luglio 1960, quando optò per la forma di governo repubblicano. La presidenza fu assunta dal primo ministro della Costa d'Oro Nkrumah, che instaurò un regime autoritario e personalistico che venne rovesciato il 24 febbraio 1966 da un gruppo di militari guidati dal generale Ankrah e dal colonnello Kotoka. La giunta di salute pubblica presieduta dallo stesso generale Ankrah (sostituito poi dal generale Afrifa) sospese la Costituzione e mise al bando il Convention People's Party. I militari consentirono tuttavia il ripristino di un governo civile decretando (7 novembre 1968) la creazione di un'Assemblea Costituente (gennaio-agosto 1969) e indicendo elezioni politiche nell'agosto 1969. Il leader del Progress Party, K. Busia, vincitore della consultazione elettorale, assunse la direzione del governo, mentre a capo dello Stato fu eletto, il 31 agosto 1970, l'ex presidente della Corte Suprema di Giustizia, Edward Akufo-Addo. Il 13 gennaio 1972 un altro drastico intervento militare portò però all'estromissione del capo dello Stato e del capo del governo e alla sospensione della Costituzione e dell'attività dei partiti. Il potere fu assunto dal colonnello Acheampong, che divenne contemporaneamente capo dello Stato e del governo. Nell'estate del 1978 fu però sostituito dal capo dello Stato Maggiore della Difesa, generale Fred Akuffo. Nel quadro di una politica di democratizzazione, i partiti politici tornarono alla legalità, ma nel giugno del 1979 un ulteriore colpo di stato militare destituì il generale Akuffo; tutti i poteri furono attribuiti a un Consiglio rivoluzionario capeggiato dal tenente d'aviazione Jerry Rawlings, il quale nello stesso mese indisse le elezioni che furono vinte dal People's National Party (PNP), progressista, di Hilla Limann. Questi alle successive elezioni presidenziali vinse e nel settembre divenne presidente della Repubblica, dando vita a un governo civile. Tuttavia nel dicembre 1981 anche questo governo fu rovesciato dallo stesso Rawlings che assunse il potere alla testa di un Provisional National Defense Council (PNDC, Consiglio Provvisorio di Difesa Nazionale) formato da militari e civili. Sciolti i partiti politici e sospesa la Costituzione, nel gennaio 1982 fu insediato un governo che rispondeva al PNDC. Tra il novembre 1982 e il marzo del 1986 Rawlings sventò ben sei tentativi di golpe, proclamando continuamente lo stato d'assedio e il coprifuoco. Nel 1992, a pochi mesi dalla promulgazione di una nuova Costituzione, si tennero le prime elezioni multipartitiche che, boicottate dai maggiori partiti dell'opposizione, confermarono Rawlings alla presidenza e assicurarono al suo partito la maggioranza assoluta in Parlamento. La nuova fase “democratica”, peraltro, non determinò un rasserenamento della vita politica ghanese, come dimostrano le intermittenti fiammate di violenza tribale nel 1994 e nel 1995. Nemmeno la tornata elettorale svoltasi nel 1996 mostrò molte novità: Rawlings venne riconfermato alla guida del Paese e il suo partito conquistò 117 dei 200 seggi disponibili. La norma costituzionale in vigore nel Paese non permise a Rawlings di presentarsi per la terza volta come candidato alla carica di presidente: le elezioni del 2000 videro contrapporsi il suo vicepresidente e John Kufuor, leader del partito d'opposizione Nuovo partito patriottico (NPP) il quale ottenne la maggioranza dei voti e divenne capo dello stato, portando così il Ghana, per la prima volta dalla sua indipendenza, verso un'alternanza democratica di governo. Kufour e l'NPP vinsero anche le elezioni del 2004. Le elezioni presidenziali sono state un'importante cartina di tornasole per la democrazia del Paese: esse sono state vinte, dopo il ballottaggio, da John Evans Atta-Mills appartente al National Democratic Congress (NDC) partito fondato dall'ex presidente Rawlings. La stabilità politica, unita al buon andamento delle esportazioni, soprattutto oro e cacao, consentivano al Paese di superare bene la crisi globale (2008-2010). Dopo la morte del presidente Mills (luglio 2012), il suo incarico veniva ricoperto dal vicepresidente John Dramani Mahama.

Cultura: generalità

Il Ghana ha una ricca tradizione per quanto riguarda l'artigianato: gli oggetti non vengono creati solo per il loro valore estetico ma anche come simboli di identità etnica o per commemorare fatti storici o leggendari, per esprimere valori culturali o per dimostrare la supremazia su un gruppo. Gli akan delle regioni settentrionali e centrali sono famosi per i loro abiti, le sculture e i monili, le insegne del capo (come punte di ombrelli, spade e bastoni degli interpreti), oggetti in terracotta e perline. Come in tutta l'Africa nera anche nel Ghana il villaggio è alla base dell'insediamento umano e, nella sua struttura, rivela la sua originaria natura, l'unione cioè di più famiglie, ciascuna con le sue capanne e il suo spazio vitale, mentre al centro si trova la grande capanna comune delle riunioni. Questa forma di insediamento è, tuttavia, quasi del tutto scomparsa e resiste solo presso i gruppi più isolati o all'interno della foresta. Altrove, nelle piantagioni o nei siti minerari, prevale un villaggio modernizzato in cui, se anche le abitazioni ricordano la forma delle capanne, il centro è costituito dalla missione, dal posto di polizia ecc. I siti designati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità sono due: nel 1979 sono stati iscritti i resti delle fortificazioni e dei castelli costruiti da portoghesi, inglesi e olandesi tra il 1482 e il 1786 e ubicati lungo la costa d'Oro; un tempo erano fondamentali punti di collegamento delle rotte commerciali che percorrevano i portoghesi durante il periodo delle grandi esplorazioni. L'altro sito (designato nel 1980) si trova a NE di Kumasi; vi si trovano i resti dell'antica civiltà ashanti, che raggiunse il suo apice nel sec. XVIII. Gli edifici sono stati costruiti con terra, legno e paglia, per cui sono soggetti all'usura del tempo e delle intemperie. Gli ingredienti più tipici che costituiscono la base dei piatti principali sono il mais fermentato (kenkey), la manioca (fufu) o il riso, serviti con zuppe o salse. Legumi e riso vengono serviti insieme a carne o pesce, a formare una specie di paella. Le carni più utilizzate sono il manzo, la faraona, la capra e il pollo; il pesce viene consumato anche secco o affumicato.

Cultura: letteratura. Lingue autoctone

Delle letterature in lingue vernacolari, quella akan, generalmente orale, esprime una particolare concezione dell'universo, che gli studi di J. H. Kwabena Nketia (n. 1921), J. B. Danquah (1895-1965) e W. E. Abraham (n. 1934) hanno messo in luce. La narrativa profana è centrata sulla figura del ragno Ananse. La poesia ha struttura tonale, ritmica e comprende: poemi celebrativi o apae, recitati da menestrelli, con accompagnamento di tamburi e corni, inni funebri, elegie su temi fissi, preghiere ecc. Gran parte della poesia si esprime attraverso il linguaggio dei tamburi, i cui ritmi hanno basi verbali. La letteratura ewe comprende canti antichissimi, anonimi, con a solo e cori, in un linguaggio carico di emozione da cui si sprigiona un'atmosfera di malinconia. Sono canti funebri, di caccia e di lavoro, racconti popolari, canti di guerrieri (asafo) e religiosi. Ne è studioso P. M. Desewu. Molti scrittori moderni usano queste lingue per trasporre la tradizione in opere scritte. La produzione letteraria degli ultimi anni del sec. XX era caratterizzata dalla pubblicazione, da parte del Bureau of Ghana Languages, di volumetti nelle varie lingue locali usate alla radio e nelle scuole. Queste opere avevano lo scopo di promuovere l'alfabetizzazione e di offrire una documentazione sulla cultura; ne sono esempio l'opera in dagbani di H. I. Abdulai, Luntali piligu (1988; La storia dei suonatori di tamburo) e quelle di M. Surge sulle tradizioni delle varie etnie del Ghana: Ninvugu Suma Lahabali (1970; Storie di uomini retti) e Behisu soya (1975; La via del buon comportamento). Per la poesia in dagbani si distingueva S. S. Zakaria, autore di Tagimalisi (1975; Poesia), raccolta di poesie della vita quotidiana, in cui l'accento è posto su alcuni aspetti della cultura dei Dagomba e sulle relazioni tra l'uomo e il dio del loro antico culto tradizionale.

Cultura: letteratura. Lingua inglese

Per quanto concerne la letteratura in lingua inglese, nel Settecento nacque, col movimento abolizionista, la letteratura negra di protesta. Lo schiavo Attobah Coguano denunciò la tratta, che era invece difesa da un altro schiavo erudito, J. E. Capitein. All'inizio del sec. XX si ebbe la presa di coscienza di una élite che lottava contro l'imperialismo politico e culturale inglese, guidata da J. E. Casely-Hayford (1867-1930). Fondamentali i suoi lavori storico-etnologici e quelli di J. B. Danquah e K. A. Busia. Negli anni Trenta sorse un giornalismo politico di tipo nazionalista. Un programma della BBC, “West African Voices”, e diverse riviste promossero lo sviluppo di una letteratura in lingua inglese, patriottica e romantica, rappresentata da M. F. Dei-Anang (n. 1909-1978), R. Armattoe (1913-1953), D. Asante, S. McNeil, E. Aytey Komey (n. 1927), A. Laluah (1904-1950). L'indipendenza liberò gli scrittori da preoccupazioni nazionalistiche e li avviò verso un maggiore intimismo. Non venne formulata nessuna ideologia, come per il movimento della Négritude, respinto perché contrario al panafricanesimo di Nkrumah, che lo sostituì con la dottrina dell'“African Personality”. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, la letteratura acquistò un tono didattico-sociologico. Nel 1958 l'antologia Voices of Ghana (Voci del Ghana) di Swanzy rivelò autori di talento: A. Kayper Mensah (n. 1923), A. A. Opoku, F. Kobina Parkes, E. Th. Morgue Sutherland (1924-1996) e i poeti G. Avonoor Williams (n. 1935), A. Irele, J. Okai, D. Cameron (n. 1937) e Ch. Ama Ata Aidoo (n. 1942), delicata interprete della condizione della donna in Africa. Negli anni Ottanta lo scarso interesse delle case editrici straniere determinava una crisi nella produzione. La grave situazione economica e l'incertezza politica creavano un senso di malessere e di frustrazione, che si ripercuoteva sulla letteratura e, soprattutto, sulla poesia. Si segnalavano, comunque, autori notevoli come K. E. Acquah e K. Anydoho (n. 1947), il maggior poeta di razza ewe, che ricollegandosi ai canti tradizionali ewe, li rinnovava e arricchiva, con un'attezione ai temi sociopolitici e spirituali moderni. Considerato tra i più interessanti personaggi contemporanei, Ayi Kwei Armah è poeta e romanziere, ed è conosciuto per il suo simbolismo visionario, la sua energia poetica e la sua integrità morale nella sua visione politica. Una delle sue opere più recenti è KTM: in the House of Life (2002).

Cultura: arte

Numerosi resti fittili, appartenenti in genere a un periodo precedente l'avvento degli Europei, sono venuti in luce in diversi centri archeologici del Ghana meridionale e dell'Ashanti, frequentemente associati a strumenti litici e a testimonianze di una rudimentale industria del ferro. Da alcune zone dell'Ashanti e dalla regione costiera provengono interessanti teste di terracotta, di dimensioni quasi naturali, in cui si fondono elementi stilizzati e tratti realistici. Queste, che venivano poste sui sepolcri al fine di accogliere lo spirito del defunto, sono state prodotte fino al sec. XIX. Fra i manufatti artisticamente più validi spiccano le opere degli Ashanti, soprattutto nel campo della metallurgia, in cui si distinsero anche i lagunari Nzima.

Cultura: musica

In questo settore prevale la cultura degli Ashanti, che rivelano nelle loro manifestazioni antiche un'influenza islamica, presente del resto in tutta l'Africa occidentale, e per quella moderna un influsso cubano. La musica è comunitaria; gli strumenti più comuni sono tamburi, tamburini, raganelle, corni e zucche. I cori, con prevalenza di voci maschili, cui fanno da contrappunto voci femminili molto acute, hanno quasi sempre scopo ricostruttivo di fatti guerreschi. Numerose sono le danze, tra cui l'akom sui feticci, l'adowa, di celebrazione funebre femminile, l'asafo, riservata ai guerrieri, l'akwadum, per la regina madre.

Cultura: cinema

Si deve al periodo della presidenza di Nkrumah (1957-66) la creazione di stabilimenti cinematografici a ciclo completo, forse i meglio attrezzati dell'Africa nera. Il primo documentario sull'indipendenza fu realizzato dall'inglese Sean Graham, già autore di due ottimi film educativi a soggetto (Il ragazzo Kumasenu, 1952; Theresa, 1954). Solo verso la fine degli anni Sessanta si affermava una produzione interamente autoctona, grazie alla poetessa Efua Sutherland, autrice del cortometraggio Araban la storia di un villaggio (1967). Negli anni Settanta e Ottanta, tra i limiti di un cinema ancora poco sviluppato, emergevano personalità come King Ampaw (Kukurantumi, 1983; Juju, 1986), Kwai Paintisil Ansah (Love Brewed in the African Pot, 1980), Aato Yarney (His Majesty's Sergeant, 1984) e Tom Ribeiro, autore di un documentario, The Visitor (1983), sulla tournée della rockstar Mike Fleetwood. Da notare anche l'attività del regista inglese John Akomfrah, con il premiatissimo Testament (1988) e Touch of the Tar Brush (1990). Nel 2005 ha avuto un notevole successo di critica il documentario Emmanuelle's Gift, dove si narra la coraggiosa storia di questo ragazzo africano disabile che attraversa il Ghana in bicicletta allo scopo di far conoscere a tutti quanto sia difficile vivere con una disabilità nel proprio Paese.

Bibliografia

Per la geografia

W. Manshard, Die geographischen Grundlagen der Wirtschaft Ghanas, Wiesbaden, 1961; J. B. Wills, Agriculture and Land Use in Ghana, Oxford, 1962; D. Grove, L. Huszar, The Towns of Ghana, Accra, 1964; P. J. Foster, Education and Social Change in Ghana, Londra, 1965; G. Tixier, Le Ghana, Parigi, 1965; E. A. Boateng, A Geography of Ghana, Cambridge, 1966; K. B. Dickson, A Historical Geography of Ghana, Cambridge, 1969; D. J. Ray, Ghana: Politics, Economics and Society, Londra, 1986; Autori Vari, Das Bild unserer Welt, Monaco-Stoccarda, 1989.

Per la storia

K. Nkrumah, Ghana. The Autobiography of Kwame Nkrumah, Edimburgo, 1957; G. N. Brown, An active History of Ghana, Londra, 2 voll., 1961-64; D. Austin, Politics in Ghana, 1946-1960, Londra, 1964; T. P. Omari, Kwame Nkrumah. The Anatomy of an African Dictatorship, New York, 1970; F. Agbodeka, Ghana in the Twentieth Century, Accra, 1972; R. Pinkey, Ghana under Military Rule, 1966-1969, Londra, 1972; O. Aluko, Ghana and Nigeria 1957-1970: A Study in Inter-African Discord, Londra, 1976; T. Jones, Ghana's First Republic 1960-1966: The Pursuit of the Political Kingdom, Londra, 1976; B. Amonao, Ghana 1957-1966: The Politics of Institutional Dualism, Londra, 1981; V. Lanternari, Dei profeti contadini, Napoli, 1988.

Per la letteratura

R. F. Storch, Writing in Ghana, Accra, 1957; H. Swanzy, Voices of Ghana, Accra, 1958; B. S. Kwakwa, Ghanaian Writing Today, Accra, 1974; M. Condé, L'envers des mythes. Le roman ghanéen, in “Notre Librairie” n. 59, Parigi, 1981; N. Bame Kwabena, Come to Laugh. African Traditional Theatre in Ghana, New York, 1985; K. Anydoho, Poetry and Dramatic Performance: The Ghana Experience, in “Research in African Literatures”, vol. 22, n. 2, Columbus, 1991.

Per l'arte

J. Sweeney, African Negro Art, New York, 1935; L. Adam, Primitive Art, Londra, 1940; M. Griaule, Arts de l'Afrique noire, Parigi, 1947; L. Underwood, Figures in Wood of West Africa, Londra, 1947; B. Holas, L'art nègre, Présence Africaine, Parigi, 1951; E. Cossa, Arte africana, Firenze, 1989.

Per il cinema

Ghana, in “Catalogue de films ethnographiques sur l'Afrique noire”, Parigi, 1967; G. Hennebelle, Le cinéma au Ghana, in “Les cinémas africains en 1972”, Parigi, 1972.