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Giovanni (duca di Borgogna)

duca di Borgogna, noto come Giovanni Senza Paura (Digione 1371-Montereau 1419). Figlio di Filippo l'Ardito e di Margherita di Fiandra, sposò nel 1385 Margherita di Baviera. Dovette il soprannome al coraggio dimostrato durante la battaglia di Nicopolis (1396) in cui i Turchi lo fecero prigioniero. Ereditò dal padre (1404) il titolo e il Ducato di Borgogna, ma anche l'opposizione degli Armagnacchi, che divenne più tenace quando egli fece assassinare il loro capo, il reggente Luigi d'Orléans (1407), fratello del demente Carlo VI. Nel 1411 gli Inglesi entrarono a Parigi per appoggiare Giovanni , allora in possesso del potere, e custode ufficiale del delfino di Francia. Gli Armagnacchi però, guidati da Bernardo VII d'Armagnac, sollevarono il Mezzogiorno e l'Ovest della Francia contro il Nord e Parigi, dove il partito borgognone, oltre che dagli Inglesi e dai Fiamminghi, era aiutato anche dalla fazione dei Cabochiens (1413), i cui eccessi e la cui violenza non potevano più essere controllati (sommossa del 22 maggio). Carlo VI, in un momento di lucidità, promulgò l'Ordinanza cabochienne (26-27 maggio 1413) per lottare contro il terrorismo installato nella capitale. Gli Armagnacchi allora ne approfittarono per scacciare Giovanni e i suoi seguaci. Questi si alleò con il re d'Inghilterra, Enrico V; nel 1414 durante le conferenze di Leicester (23 marzo) e di Ypres (7 agosto) il reame di Francia venne spartito segretamente tra Giovanni e il re d'Inghilterra. Durante la disastrosa battaglia di Azincourt (1415) Giovanni seppe mantenersi neutrale e poco dopo riconobbe Enrico V come re di Francia (Convenzione di Calais, ottobre 1416). Nel 1417 strinse alleanza con Isabella di Baviera, regina di Francia e moglie di Carlo VI, e un anno dopo, grazie al tradimento di Perrinet Leclerc, borghese parigino, i Borgognoni poterono entrare di nuovo in Parigi (29 maggio 1418). Il 14 luglio Giovanni entrò a sua volta nella capitale, accompagnato dalla regina Isabella. Esitante poi tra il consolidamento dell'alleanza con Enrico V e una possibile riconciliazione con il delfino (il futuro Carlo VII), stabilì d'incontrarsi con quest'ultimo al ponte di Montereau. Durante il colloquio fu assassinato dagli Armagnacchi.