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Carlo VII (re di Francia)

re di Francia, detto il Vittorioso (Parigi 1403-Mehun-sur-Yèvre 1461). Delfino per la morte dei suoi fratelli maggiori, nel 1418 si mise a capo del partito degli Armagnacchi e fece uccidere il duca di Borgogna, Giovanni Senza Paura. Il padre allora lo escluse dalla successione al trono, ma il principe, alla morte di Carlo VI (1422), fu riconosciuto re dagli Armagnacchi e riuscì a stabilire a Bourges una parvenza di governo. In realtà gli Inglesi dominavano tre quarti della Francia e Carlo VII mancava dell'energia e dei mezzi necessari a un forte governo e alla ripresa militare. Le sue truppe subirono sconfitte fino a che nel 1429 Giovanna d'Arco riuscì a condurle alla liberazione di Orléans, cui seguì nello stesso anno l'incoronazione del re a Reims. Anche se poi Carlo VII abbandonò Giovanna e nulla fece per liberarla dagli Inglesi, la sua politica successiva, coadiuvata dall'opera di valorosi capitani, fra cui il conestabile Richemont, portò a compimento l'impresa di liberazione del suolo nazionale: pacificatosi infatti con il nuovo duca di Borgogna Filippo il Buono, il re riconquistò gradualmente tutta la Francia e nel 1453 agli Inglesi rimaneva solo Calais. Al successo concorsero i nuovi ordinamenti militari, che avevano istituito il nucleo di un esercito permanente. In politica interna Carlo VII definì, con la prammatica sanzione di Bourges (1438), i diritti della monarchia sul clero; risollevò l'economia del Paese e riordinò le finanze statali, avvalendosi soprattutto dell'opera di Jacques Coeur; represse infine la praguerie e fece processare alcuni grandi feudatari che contrastavano il potere monarchico. I suoi ultimi anni furono contristati dagli intrighi orditi contro di lui dallo stesso delfino.