Grandi, Dino

uomo politico italiano (Mordano 1895-Bologna 1988). Membro della direzione nazionale del Partito fascista e capo di Stato Maggiore dei quadrumviri durante la marcia su Roma, ricoprì poi sempre importanti incarichi politici: fu ministro degli Esteri (1929-32), ambasciatore a Londra (1932-39), ministro della Giustizia (1939-43) e presidente della Camera dei fasci e delle Corporazioni. Come ambasciatore a Londra tentò di imprimere alla sua attività diplomatica un indirizzo filobritannico contrario all'entrata in guerra a fianco della Germania. Nel luglio 1943 fu promotore di un Ordine del giorno nel Gran Consiglio, la cui approvazione, nella notte tra il 24 e il 25, provocò la destituzione e l'arresto di Mussolini. Fuggito a Lisbona (agosto 1943), fu condannato a morte in contumacia dal tribunale fascista di Verona (1944). Dopo la Liberazione, condannato di nuovo da un tribunale alleato, si rifugiò in Brasile e in Spagna per tornare in Italia dopo l'amnistia. Nel 1985 pubblicò il volume Il mio Paese. Ricordi autobiografici.

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