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Grassi, Nicòla

pittore italiano (Formeaso, Carnia, 1682-Venezia 1748). Formatosi forse con A. Carneo, fu allievo a Venezia di N. Cassana e documentato per la prima volta nel 1712 nella fraglia dei pittori. Le prime opere risentono del patetismo drammatico di Bencovich e Piazzetta (Profeti ed Evangelisti, 1715-16, Venezia, Ospedaletto; Lot con le figlie, Udine, Museo). Già nel S. Antonio (1722) si avverte un arricchimento della tavolozza e una libertà compositiva che preludono alla completa autonomia formale del Redentore e degli Apostoli (Tolmezzo, duomo). Intorno al 1726 la sua pittura volge a un tonalismo luminoso e delicatissimo. Sono di questo periodo le piccole tele di soggetto biblico della parrocchiale di Sezza, il Transito di S. Giuseppe (Udine, collezione Calligaris), l'Adorazione dei Magi (1740, Udine, Museo Civico), le tele di Villa del Conte (Padova, 1747). Ricchi di intuizioni psicologiche appaiono i ritratti (Jacopo Linussio, Tolmezzo, sagrestia del duomo).