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Hamilton, sir William

filosofo scozzese (Glasgow 1788-Edimburgo 1856). Insegnò logica e metafisica a Edimburgo e fu l'ultimo rappresentante della Scuola scozzese. Tentò la conciliazione della “filosofia del senso comune” (T. Reid) con il criticismo kantiano sulla base di una “relatività della conoscenza”, che lo portò a interpretare il kantismo in senso puramente psicologistico. Il suo agnosticismo lo ha portato inoltre a ripudiare ogni filosofia dell'“incondizionato” e a dichiarare l'impossibilità a conoscere Dio in quanto Assoluto e Infinito, sebbene ne giustifichi la fede in Lui, perché radicata nella stessa natura umana. Opere: Cousin's Writings and Philosophy of Unconditioned (1829); Lectures on Metaphysics and Logic (postumo, 1858-60).