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Kálvos, Andréas

(italiano Andrea Calvo). Poeta greco (Zante 1792-Louth, Londra, 1869) autodidatta; divenuto nel 1812, a Firenze, segretario di Ugo Foscolo. Sono di quegli anni (1813-15) le tragedie di stampo alfieriano (Teramene, Le Danaidi e l'abbozzo d'un Ippia) composte da Kálvos in italiano. Separatosi dal Foscolo nel 1815, Kálvos gli tornò a fianco più tardi a Londra, per poi staccarsene definitivamente (1817) senza che siano del tutto noti i motivi. Dal 1826 al 1852 fu in Grecia, a Corfù, professore di filosofia teoretica all'Accademia Ionica. Ma le ostilità e le beghe locali lo indussero a tornare in Inghilterra. La sua produzione italiana comprende, oltre alle tragedie citate, vari saggi e abbozzi e la traduzione delle Stagioni di G. Meli (1815) con lo pseudonimo Didimo Laico. Ma la sua gloria di poeta è affidata a venti Odi greche (Lira, 1824; Lirikà, 1826), in strofe di settenari, tutte ispirate a sentimenti patriottici e in particolare alla celebrazione dell'areté. La bellezza delle immagini e delle similitudini, l'audacia dei trapassi e in genere l'aspirazione al “sublime” assicurano a Kálvos (come osservò K. Palamás in un memorabile saggio del 1888) un posto di primo piano nell'Olimpo neogreco. Irrilevante e informe un frammento giovanile (1811) di una Canzone a Napoleone.

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