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Karamanlís, Konstantínos (1910-98)

uomo politico greco (Proti, Macedonia, 1910-Atene 1998). Deputato del Partito Populista di Tsaldáris dal 1936, fu ministro del Lavoro (1946-47) e dei Trasporti (1948-49). Dal 1951 al 1955, con il governo di Papágos, fu ministro dei Lavori Pubblici. Alla morte di questi divenne primo ministro (1955), fondò l'Unione Nazionale Radicale (ERE) e restò al governo fino al 1963 quando, in seguito all'uccisione di G. Lambrákis, fu costretto a dimettersi e si ritirò in esilio volontario a Parigi. In seguito alla crisi cipriota del luglio 1974 il generale Ghizikis, capo della giunta militare che aveva assunto i poteri dopo il colpo di Stato dell'aprile 1967, chiamò Karamanlís in patria per costituire un governo di civili. Formato immediatamente il nuovo gabinetto con i rappresentanti dei partiti del centro e della destra, Karamanlís abrogò (1º agosto 1974) la Costituzione dei colonnelli per ripristinare lo Statuto del 1952. Vincitore alle elezioni del 1974 e del 1977 con il partito Nuova Democrazia da lui fondato, continuò a reggere un governo sostanzialmente stabile, evitando, in politica estera, l'isolamento internazionale della Grecia. Presidente della Repubblica nel 1980-85, nel 1981 il suo partito fu sconfitto dal PASOK, ma in seguito ai successi elettorali di Nuova Democrazia alla fine degli anni Ottanta, Karamanlís è stato nuovamente presidente dal 1990 al 1995.

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