regista cinematografico iraniano (Teheran 1940). Proveniente dalla pittura, si è laureato all'Accademia delle Belle Arti, dedicandosi quindi alla pubblicità, prima come grafico, poi come realizzatore di spot. Dal 1969 è entrato a far parte dell'Istituto per lo Sviluppo Intellettuale dei Bambini e degli Adolescenti, organizzandone il Dipartimento Cinematografico, divenuto in seguito uno dei più importanti istituti del settore nel Paese. Lì ha realizzato una enorme serie di corti e mediometraggi. Ma è solo nel 1987 con l'intensissimo Dov’è la casa del mio amico, premio al Festival di Locarno che ha imposto il suo cinema, sicuramente debitore verso il neorealismo italiano, anche se assai più radicale nel mescolare, esaltandone le contraddizioni, la verità del realmente accaduto con le sovrastrutture della finzione. Successivamente ha realizzato Close-Up (1990), premiato al Festival di Rimini, E la vita continua (1992), premio Rossellini al Festival di Cannes e Sotto gli ulivi (1994). Nel 1997 è stato lo sceneggiatore del suggestivo Il palloncino bianco di J. Panahi e ha vinto la Palma d'oro a Cannes con Il sapore della ciliegia, film uscito prima in Italia e poi, nel marzo 1999, a Teheran. Kiarostami ha ottenuto un ulteriore riconoscimento nel 1999, con l'assegnazione del Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia per il film Il vento ci porterà via. Ha anche girato un documentario, A.B.C Africa (2001), che descrive le condizioni drammatiche di migliaia di bambini ugandesi diventati orfani a causa dell'AIDS. Nel 2002 ha realizzato Dieci, pellicola in cui sei donne che viaggiano in automobile raccontano dieci frammenti della loro vita. Nel 2005 ha diretto un episodio del film Tickets. Nel 2008 Kiarostami debutta nella lirica con l'opera di W. A. Mozart e ha diretto i film Shirin (2008) e Copia conforme (2010) e Like someone in love (2012) entrambi presentati al Festival di Cannes.