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Lamb, Charles

saggista inglese (Londra 1775-1834). Di famiglia piccolo-borghese, studiò al Christ's Hospital di Londra con l'amico Coleridge e condusse la modesta vita dell'impiegato (alla East India House), turbata da un tragico avvenimento: nel 1796 la sorella Mary Ann in un accesso di follia uccideva la madre. Lamb la curò con un'abnegazione e un affetto divenuti simbolici dell'eroismo domestico, riuscendo a salvarne la ragione. Esordì con poesie brevi pubblicate con quelle di Coleridge (1797) e di Charles Lloyd (1798), cui seguì il melodrammatico racconto Rosamund Gray (1798). Dopo due drammi falliti, John Woodvil (1802) e Mr. H. (1806), scrisse con la sorella Tales from Shakespeare (1807; Racconti da Shakespeare), divenuti un classico della letteratura infantile. La sua vena più autentica affiorò in Specimens of English Dramatic Poets who Lived about the Time of Shakespeare (1808; Esempi di poeti drammatici inglesi vissuti al tempo di Shakespeare), un'antologia del teatro elisabettiano, innovatrice nelle note critiche che consideravano, più che il testo, i sentimenti dell'autore nella creazione dell'opera. Ancora con la sorella pubblicò per un pubblico giovanile The Adventures of Ulysses (1808), i racconti Mrs. Leicester's School (1808), e Poetry for Children (1809; Poesia per fanciulli). Dal 1820 apparvero sul London Magazine gli Essays of Elia, pubblicati poi in volume nel 1823 e 1833, l'opera sua più nota. Saggista nel solco di Addison e Steele, Lamb si riallaccia però a Montaigne nella rivelazione continua di sé, del proprio gusto, dei propri sentimenti e reazioni di fronte alla vita. Intorno a un aneddoto, a un ricordo, a una riflessione egli lascia scorrere le più impreviste variazioni in una gamma di espressioni infinita, dal paradosso alla tenera effusione, dall'eloquenza poetica al brio malizioso, il tutto sempre contenuto da una superiore sicurezza di gusto, da una straordinaria acutezza critica e da un lucido e benevolo umorismo, che riscatta ogni vibrazione sentimentale. Nei giudizi letterari, Lamb manifesta la sua dimestichezza con gli autori del passato, specie quelli del Seicento, nello stile tipicamente arcaicizzante che ne fa uno dei più caratteristici prosatori del romanticismo inglese.

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