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Lateranènsi, Patti-

accordi, stipulati nel palazzo apostolico del Laterano l'11 febbraio 1929 tra la Santa Sede e lo Stato italiano, che posero fine alla cosiddetta Questione Romana, apertasi nel settembre 1870 con l'occupazione dello Stato pontificio. Sono costituiti da tre atti distinti e cioè da un trattato, un concordato e una convenzione finanziaria. La convenzione finanziaria assegnò alla Santa Sede 750 milioni in contanti e un miliardo di lire in buoni del tesoro al 5% come parziale risarcimento per i beni temporali perduti dalla Chiesa e come pagamento delle somme stanziate a suo tempo con la legge delle Guarentigie e non mai riscosse dal governo pontificio. Con il trattato vennero abrogate la legge delle Guarentigie, fu riconosciuta la completa indipendenza e sovranità del papa sullo Stato della Città del Vaticano e il suo diritto di legazione attivo e passivo; la Santa Sede riconobbe giuridicamente il Regno d'Italia con Roma capitale sotto la dinastia dei Savoia e l'Italia ribadì il carattere cattolico dello Stato richiamandosi espressamente all'articolo 1 dello Statuto Albertino. Il concordato – considerato quale “necessario complemento” del trattato – procurò poi alla Chiesa ulteriori notevoli vantaggi. Esso infatti assicurò il libero esercizio del potere spirituale della Chiesa e il libero e pubblico esercizio del culto e della giurisdizione in materia ecclesiastica, estese l'istruzione religiosa dalle scuole elementari alle medie inferiori e superiori, concesse condizioni di particolare favore nei confronti di persone, funzioni ed enti ecclesiastici e riconobbe al sacramento del matrimonio, disciplinato dal diritto canonico, gli effetti civili per cui, tra l'altro, le cause di nullità di matrimonio vennero riservate ai tribunali ecclesiastici e solo quelle di separazione furono lasciate ai tribunali civili. Approvati dalle camere fasciste, i Patti furono poi inseriti nella Costituzione repubblicana (art. 7). § Il 18 febbraio 1984, dopo una lunga fase preparatoria iniziata nel 1976, veniva stipulato un nuovo concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, sulla base della piena indipendenza e sovranità di entrambi i contraenti, ciascuno nel proprio ambito. Il nuovo concordato, approvato dal Senato nell'agosto 1984 e definitivamente dalla Camera il 20 marzo 1985, oltre ad aver reso facoltativo l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole, ha fatto cadere numerose esenzioni e privilegi concessi precedentemente agli enti ecclesiastici.

Bibliografia

G. Ferroglio, I rapporti fra Stato e Chiesa nella Costituzione Repubblicana, Milano, 1950; C. Mortati, Istituzioni di diritto pubblico, Padova, 1969; P. Virga, Diritto costituzionale, Milano, 1971; G. Balladore Pallieri, Diritto costituzionale, Milano, 1972.

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