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Macchiagòdena

comune in provincia di Isernia (21 km), 864 m s. m., 34,30 km², 1959 ab. (macchiagodenesi), patrono: san Nicola (terza domenica di maggio).

Centro situato su uno sperone roccioso in posizione panoramica sul piano di Bojano e il Matese. Citato per la prima volta in un documento del 964 come Maccla de Godino, possesso dei conti longobardi Landolfo e Pandolfo, fu in seguito possesso di vari signori, tra cui i Cantelmo, i Pandone, i Gaetani e, ultimi, i Centomani. L'abitato subì gravi danni nel terremoto del 1805. § Il borgo è dominato dal massiccio castello, di forma trapezoidale, adattato a residenza signorile nel sec. XVII e modificato dopo il terremoto del 1805; presenta due torri d'angolo e un poderoso torrione. Nella piazza antistante l'edificio è una bella fontana settecentesca con mascheroni. § L'agricoltura produce cereali, olive, uva e foraggi per l'allevamento bovino, suino e ovino (con produzione di salumi e formaggi tipici); sono attive piccole imprese artigianali. Rilevante il turismo.