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Marcèllo, Marco Clàudio (console, n. ca. 270 a. C.)

(latino Marcus Claudíus Marcellus). Console romano (n. ca. 270 a. C.). Vinse più volte gli Insubri, nel 222 a. C. a Clastidium (oggi Casteggio), riportandone l'armatura (spolia opima) del capo gallico Viridomaro da lui superato in duello. Durante la II guerra punica, nel 215 e 214 a. C. in Campania respinse Annibale da Nola, e successivamente in Sicilia, nel 211, dopo un lungo assedio, espugnò Siracusa, difesa anche dalle macchine di Archimede. Dopo aver vinto reparti cartaginesi a Imera, rientrò a Roma rivestendo nel 210 per la quarta volta e nel 208 per la quinta il consolato, continuando nella lotta contro Annibale con operazioni di disturbo. In una di queste presso Petelia rimase ucciso. Annibale gli rese onore e ne consegnò la spoglia al figlio. Chiamato la “spada di Roma”, ebbe personalità vigorosa e ne lasciò vivo ricordo nella tradizione. Dedicò templi alle divinità di Honos e della Virtus; da Siracusa trasportò numerose opere d'arte a Roma.

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