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Marianòpoli

comune in provincia di Caltanissetta (35 km), 720 m s.m., 12,96 km², 2362 ab. (marianopolitani), patrono: santi Prospero e Giuseppe (prima domenica di agosto).

Centro posto nella regione collinare estesa tra i fiumi Platani e Imera Meridionale. La sua origine risale al 1726, quando il barone Giuseppe Lombardo della Scala, per colonizzare il feudo di Manchi, vi fondò un piccolo borgo a pianta regolare, popolandolo con genti fatte venire dall'Albania.§ Nell'abitato si segnala la settecentesca chiesa di San Prospero, divenuta chiesa madre dedicata a Maria Santissima Addolorata; custodisce una statua lignea di San Giuseppe (fine sec. XVIII), della scuola di Gerolamo Bagnasco, e una tela coeva raffigurante la Madonna del Carmelo e anime purganti.§ L'economia si basa soprattutto sull'agricoltura (cereali, foraggi, olive, mandorle e uva), sullo sfruttamento dei boschi cedui e sull'allevamento ovino, bovino, suino ed equino. Sono attivi piccoli impianti di trasformazione dei prodotti agricoli e alcune aziende nel settore edile.§ Nei dintorni sono le aree archeologiche di Castellazzo, Balate e Valle Oscura, dove gli scavi hanno riportato alla luce tombe e resti di edifici databili dall'Età del Rame all'ellenismo e svariati reperti esposti nel Museo Archeologico, allestito nel Palazzo Comunale. A circa 8 km dall'abitato è il piccolo santuario di Castel Belici, che custodisce un crocifisso ligneo (sec. XVII), opera di fra' Innocenzo da Petralia, oggetto di una fervida devozione popolare.

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