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Mathi

comune in provincia di Torino (27 km), 410 m s.m., 7,12 km², 3970 ab. (matiesi), patrono: san Mauro (15 gennaio).

Centro del Basso Canavese nella pianura alluvionale della Stura di Lanzo, alla sinistra del corso d'acqua. L'abitato sorge in posizione elevata lungo la strada Ciriè-Lanzo. Nell'alto Medioevo fu il centro più importante della zona. Nel 950 il castello fu distrutto dai Saraceni. Sede di un monastero benedettino, ebbe nel sec. XI un periodo di prosperità, ma già nel secolo seguente era in declino, soppiantato da Balangero, Lanzo e Ciriè. Fu feudo dei conti di Biandrate, dell'abbazia di Fruttuaria, di Jacopo d'Acaia. Nel 1706 fu saccheggiato dai francesi.§ Un torrione quadrato è quanto resta del monastero, mentre del campanile rimane la parte inferiore. La parrocchiale fu rifatta nel sec. XVIII su progetto di Bernardo Antonio Vittone e più volte restaurata.§ Alla base dell'economia è l'industria (i cui impianti sono ubicati a S dell'abitato lungo i canali derivati dalla Stura), attiva nei settori tessile, meccanico, metallurgico, cartario e della lavorazione del legno. È fiorente il commercio. L'agricoltura produce cereali, ortaggi, frutta e foraggi; si pratica l'allevamento, soprattutto bovino.

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