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Millás, Juan Josè

narratore spagnolo (Valencia 1946). Attratto dai modi di essere e di pensare della borghesia madrilena, Millás cerca di trarne in luce i risvolti oscuri e a volte razionalmente inesplicabili o inconfessabili che giacciono nel fondo di gesti quotidiani o di azioni apparentemente insignificanti; e, con formale obiettività, delinea maschere perfino umoristiche o grottesche, in ogni caso inquietanti. Tra i suoi lavori ricordiamo: Cerbero son las sombras (1974); Visión del ahogado (1977); El jardín vacío (1983); Letra muerta (1984); El desorden de tu nombre (1988); La soledad era esto (1989); Primavera de luto y otros cuentos (1992), in cui sono riuniti 23 racconti di notevole fattura; Ella imagina y otras obsesiones de Vicente Holgado (1994), il cui filo conduttore è rappresentato dal personaggio Holgado ricorrente in diverse sue narrazioni; Tonto, muerto, bastardo e invisible (1995), resoconto dell'avventura fantastica che ogni giorno riserva il quotidiano e lucida critica alla società contemporanea; El orden alfabético (1998), pregevole meditazione, in forma di racconto, sul legame profondo che unisce il mondo del reale a quello dell'immaginazione o del delirio; No mires debajo de la cama (1999); Dos mujeres en Praga (2001). Nel 2007 è uscito El mundo. Autore di una eccellente prosa giornalistica, ha riunito i suoi articoli in due corposi volumi: Algo que te concierne (1996) e Cuerpo y prótesis (1999).

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