Montessòri, Marìa

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educatrice e pedagogista italiana (Chiaravalle, Ancona, 1870-Noordwijk, Olanda, 1952). Conseguita la laurea in medicina, fu assistente di G. Montesano alla clinica psichiatrica dell'Università di Roma, specializzandosi nella cura dei bambini frenastenici. Fece proprie le esperienze dei due medici francesi Itard e Séguin e ne arricchì i metodi con altro materiale didattico giungendo alla conclusione che un'adeguata educazione può permettere l'inserimento dei ragazzi anormali nella comunità. Il ministro G. Baccelli, sotto la spinta dei risultati scientifici conseguiti e presentati al congresso pedagogico di Torino del 1908, affidò alla Montessori la direzione di un corso di maestre a Roma che divenne poi la “Scuola magistrale ortofrenica”. La Montessori si laureò anche in filosofia seguendo i corsi di Sergi, Lombroso e De Dominicis. Nel 1906 diresse asili e nel 1907 aprì, a Roma, la prima “casa dei bambini” destinata ai figli delle famiglie operaie del quartiere di San Lorenzo, alla quale seguirono molte altre. Nel 1909 pubblicò quello che è stato definito il suo “manifesto” pedagogico: Il metodo della pedagogia scientifica applicato alla educazione infantile delle case dei bambini. Nel 1924 sorse a Roma l'“Opera Nazionale M. Montessori” come ente morale per la diffusione del metodo. Nel 1934 fu costretta a trasferirsi all'estero per gli ostacoli che il fascismo oppose alla sua ricerca e al suo lavoro (furono persino chiuse le scuole montessoriane). All'estero, tuttavia, l'opera della Montessori trovò maggiori riconoscimenti: scuole montessoriane sorsero in tutto il mondo e soprattutto nei Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Gran Bretagna, Stati Uniti, India. Dopo il 1945 l'attività della Montessori registrò una fase più proficua; in questo periodo, infatti, elaborò, tra l'altro, una riforma definitiva del suo metodo. Delle correnti della pedagogia contemporanea la Montessori accolse e sviluppò la tesi che l'educazione possa costituire uno strumento fondamentale per l'emancipazione dell'uomo. La scuola deve essere funzionale e aderente alle esigenze di sviluppo del bambino, uno sviluppo non idealisticamente spontaneo ma determinato da molteplici condizionamenti biologici e psicologici che debbono essere programmaticamente rimossi. Presupposti ineludibili del processo educativo saranno, quindi, un ambiente adeguato, un maestro capace di dirigere, pur nella sua autonomia, l'attività del bambino e un materiale didattico scientificamente costruito. Il materiale fu definito dalla Montessori di sviluppo e autocorrettivo dal momento che avrebbe dovuto costituire un ausilio puntuale al processo di autoeducazione. La funzionalità del materiale allo sviluppo autonomo del bambino, unitamente alla rivendicazione della conoscenza scientifica dei suoi processi psicologici, caratterizza il montessorismo come uno dei migliori risultati della cultura pedagogica positivistica europea. Altre opere: La morale sessuale nell'educazione fra madre e figlio (1911), L'autoeducazione nella scuola elementare (1916), Manuale di pedagogia scientifica (1930), The Secret of Childhood (1936; Il segreto dell'infanzia), Education for a New World (1946; Educazione per un mondo nuovo), Educazione e pace (1949), La mente del bambino (1952).

T. De Santis, L'autoeducazione nella concezione della Montessori e nella pratica della scuola, Firenze, 1953; S. Valitutti, Il rinnovamento del pensiero pedagogico nel secolo XX e M. Montessori, Roma, 1957; R. Finazzi Sartor, Montessori, Brescia, 1961; R. Mazzetti, M. Montessori e il rapporto tra normali e normalizzazione, Roma, 1963; F. De Bartolomeis, Maria Montessori e la pedagogia scientifica, Firenze, 1967; E. Lisi, M. Montessori, Messina, 1967; A. Scocchera, Maria Montessori, Firenze, 1990.

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