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Musatti, Césare Ludovico

psicologo italiano (Dolo, Venezia, 1897-Milano 1989). Laureatosi in filosofia a Padova nel 1922, si dedicò in seguito alla psicologia sperimentale sotto la guida di V. Benussi. Nel 1938 fu allontanato per motivi politici e razziali dal laboratorio di psicologia dell'Università di Padova. Nel dopoguerra ebbe la cattedra di psicologia nella facoltà di lettere e filosofia dell'Università Statale di Milano. L'attività di Musatti si è svolta su due versanti: la psicanalisi e la psicologia sperimentale. Sul piano psicanalitico, oltre a un'intensa attività clinica, ha lasciato diverse opere teoriche, che si inquadrano all'interno del filone freudiano del quale fu uno dei più autorevoli rappresentanti. In campo sperimentale, Musatti si è occupato prevalentemente di percezione visiva. Dopo aver aderito all'inizio alle concezioni della scuola di Graz, a cui apparteneva Benussi, introdusse in Italia la teoria della “forma”. Opere principali: Trattato di psicoanalisi (1949), Condizioni dell'esperienza e fondazione della psicologia (1964), Libertà e servitù dello spirito. Diario culturale di uno psicoanalista (1972), Riflessioni sul pensiero psicoanalitico (1977), Il pronipote di Giulio Cesare (1979), Mia sorella gemella la psicoanalisi (1982), Questa notte ho fatto un sogno (1983) e I girasoli (1984).